Iran: la rivoluzione passa da Twitter

Per avere un’idea della potenza della Rete credo sia sufficiente guardare quello che sta accadendo in questi giorni in Iran. Centinaia di migliaia di giovani che combattono un regime e usano i social network per diffondere le loro parole nel mondo e sollevare l’indignazione di tutto il globo. Non è fantastico? Non era questa l’idea della Rete come mezzo per aiutare i popoli e la democrazia?
Twitter, in particolare, sta diventando fondamentale in questa battaglia. Bloccati facebook e youtube, e bloccati gli invii di sms, il famoso servizio di microblogging sta diventando l’unico mezzo di comunicazione per gran parte dei protestanti. Centinaia di messaggi al minuto. Se volete avere una minima idea del fenomeno, guardate questo link.
Già centinaia di hackers di tutto il mondo stanno aiutando il popolo iraniano a raggirare la censura del regime, fornendo esperienza e mezzi.
Questa battaglia non è una disputa tra due fazioni dall’altre parte del mondo. E’ un banco di prova. La prova che, se questa rivoluzione andrà a fondo, la rete ha acquisito un peso sociale enorme. La prova che da questo momento tutti dovranno fare i conti con la potenza, la diffusione e la trasparenza di Internet. La prova che ormai il mondo è davvero un villaggio globale, e che se qualcuno chiede aiuto dall’altra parte del mondo, il pianeta intero può sentirlo ed aiutarlo. Questa non è la lotta di un popolo sperduto all’altro capo del pianeta. La rete ha annullato le distanze. Il loro urlo è l’urlo del nostro vicino di casa: la prossima volta potremmo essere noi ad urlare aiuto. La prossima volta potremmo essere noi ad essere censurati.
Revolution by Twitter
Ma come possiamo noi, seduti sul nostro PC a poter aiutare questi ragazzi iraniani?
In realtà non possiamo fare tantissimo. Possiamo tenere alta l’attenzione, affinchè i riflettori continuino ad illuminare quel problema. Oppure possiamo fare anche qualcosa in più. Se siete utenti di Twitter, potete fare MOLTO di più.
E non sto parlando di colorare di verde il proprio avatar. Scusate il pragmatismo, ma non credo che questo possa bastare a fermare un regime.
Seguendo il set di consigli di Cory Doctorow, possiamo aiutare i giovani iraniani in maniera molto piiù pratica, proprio usando Twitter. Ecco le 5 regole di Cory:
- Non rendere pubblico il tuo indirizzo ip su Twitter, soprattutto non mentre usi l’hashtag #iranelection. Le forze di sicurezza stanno monitorando gli account che usano quell’hashtag e una volta individuato l’ip corrispondente, lo bloccano in Iran.
- Gli unici hashtag da usare sono #iranelection e #gr88: gli altri finirebbero per diluire il flusso dei messaggi.
- Occhi aperti! Le forze di sicurezza stanno usando degli account di Twitter per diffondere notizie false. Non far circolare informazioni senza prima averle verificate con fonti affidabili. Non è complicato trovare delle fonti affidabili.
- Aiuta i blogger iraniani a nascondersi tra gli altri: cambia le tue impostazioni e il tuo fuso orario come se scrivessi da Teheran. Le forze di sicurezza danno la caccia agli utenti cercandoli secondo la loro posizione. Se tutti diventiamo “iraniani”, trovare i veri iraniani sarà molto più complicato.
- Non far saltare la loro copertura! Se trovi una fonte affidabile e sicura, non pubblicizzare il suo nome o il posto da cui scrive. Queste persone sono in grave pericolo. Diffondi le informazioni con discrezione, ma non far sì che possano essere rintracciati dalle forze di sicurezza.
In particolare per il punto 4, è sufficiente andare nelle impostazione di Twitter e impostare la propria provenienza da Teheran (GMT +3.30), in modo da intensificare il traffico e intralciare così il lavoro di controllo.
Tags: , aiuto, censura, Democrazia?, internet, iran, rete, twitter, villaggio globale


19 giugno 2009
Iran: I brogli elettorali di Ahmadniejad e la protesta coraggiosa dei sostenitori di Mousavi
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20 giugno 2009
[...] possiamo fare? Continuare a cercare e diffondere informazioni in Rete. Cory Doctorow, ripreso da manublog e da Internazionale, segnala su BoingBoing le cinque regole per aiutare dai nostri PC i ragazzi [...]
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20 giugno 2009
Scusate l’ignoranza ma che significato ha lo hashtag gr88?
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21 giugno 2009
E’ un fatto molto interessante per capire lo sviluppo della società in generale. Magari riflettendo all’elezione stessa di Obama,c he segna il passo delle tecnlogie di rete nella vita quotidiana.
Riciard
P.S. Ho riattivato un blogroll, e ovviamente ti ho inserito
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21 giugno 2009
@ Zuckerman >>
Ho provato a cercare il significato, ma non sono riuscito a cavare un ragno dal buco. Tutto quello che ho capito è che è un nick per identificare questa protesta perchè il solo hastag #iranelection sarebbe stato troppo generico.
Ma se qualcuno ha delle delucidazioni a tal proposito è liberissimo di esprimerle!!
@ Riciard >>
Come ho scritto nel post, credo che nessuna società vagamente sviluppata del mondo possa agire senza fare i conti con la Rete.
P.S. Grazie per avermi aggiunto al tuo blogroll; è un onore…
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22 giugno 2009
evviva la rete
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22 giugno 2009
@all: risolto. Lo hashtag #gr88 sta per Green Revolution 1388, a testimoniare appunto la “rivoluzione verde” che avvenne quell’anno.
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24 giugno 2009
Twitter è il futuro.
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24 giugno 2009
@ zuckerman >>
Grazie per l’aiuto Zuckerman
@ enrico porro >>
Non so… io non lo uso tanto, credo sia più utile facebook..
Però se anche il times ha deciso di dedicargli una copertina, qualcosa corrà pur dire…
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