26 gennaio 2009

Ma siamo sicuri che gli Stati Uniti siano democratici?

Dopo l’elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti, i media sono divenuti un coro unico: “Viva gli Stati Uniti, esempio di democrazia compiuta e viva Obama, che ha saputo realizzare il sogno americano nella democrazia più avanzata del mondo”.

Ma siamo proprio sicuri che gli Stati Uniti rappresentino la “democrazia più avanzata del mondo“?
Per rispondere a questa domanda è necessario innanzitutto chiederci che cosa intendiamo per democrazia.

Se per democrazia intendiamo la scelta dei nostri rappresentanti, allora gli Stati Uniti sono quanto di più lontano ci possa essere dal concetto di democrazia. Come ho già spiegato in un vecchio post, il sistema elettorale americano è ampiamente anti-democratico. Ogni singolo stato elegge un certo numero di “grandi elettori”, i quali eleggono il Presidente degli Stati Uniti. Il voto americano è indiretto: sono 538 “grandi elettori” che eleggono il Presidente e decidono il futuro della nazione. Ogni “grande elettore” tradizionalmente vota per il candidato alla Casa Bianca cui è associato nelle schede, ma non è obbligato.

Se per democrazia intendiamo il governo della maggioranza, allora anche in questo caso non siamo vicini alla soluzione. Infatti negli Stati Uniti, proprio a causa del “funzionamento” del sistema elettorale americano, è possibile che il Presidente eletto non sia quello a favore del quale si sono espressi la maggioranza degli elettori (così come è effettivamente accaduto alle penultime elezioni, quando Al Gore ricevette circa mezzo milione di voti in più di George Bush).

Se per democrazia intendiamo il bilanciamento dei poteri, allora gil Stati Uniti non rappresentano un simbolo di democrazia perfetta. Infatti, seppur il Congresso dovrebbe rappresentare l’organo (uno degli organi) di bilanciamento dei poteri, in realtà durante i quattro anni del mandato presidenziale, il Presidente può forzare il Congresso (come è accaduto ripetutamente durante l’amministrazione Bush): ha il potere, per esempio, di opporsi agli atti del Congresso e di bloccarlo. Inoltre il Presidente non può essere sfiduciato durante il suo mandato da nessun’organo istituzionale, e dunque se anche manda a rotoli il Paese, è necessario dover aspettare le successive elezioni per poterlo cacciare.

Se per democrazia intendiamo la difesa di tutte le posizioni, e in particolare delle minoranze, ci accorgiamo che anche in questo senso la democrazia americana non può dirsi compiuta. Nella terra degli Yankees, infatti, potentissime, legali e praticamente onnipresenti sono le lobbies politiche ma soprattutto economiche. Questi gruppi di potere e di interessi indirizzano da sempre la vita politica del Paese, dettano l’agenda economica e stabiliscono la scaletta sociale.

Se per democrazia, infine, intendiamo la libertà di scelta tra varie alternative, gli Stati Uniti offrono un panorama abbastanza povero. Gli unici due schieramenti che si fronteggiano dall’alba dei tempi sono il partito Repubblicano e il partito Democratico. Stop. Non ci sono altre scelte. Come se tutte le filosofie, i modi di pensare e le dottrine si possano risolvere in un panorama politico con due soli schieramenti, che tra l’altro (a parte i grandi temi), hanno molti punti in comune.

Sì, è vero: quest’analisi non è completa, nè tantomeno approfondita. Si potrebbe dire che il sistema elettorale americano, a parte qualche rarissima eccezione, ha sempre funzionato; si potrebbe dire che il Presidente, in caso di impeachment, può essere sfiduciato prima della fine del mandato; e si potrebbe anche dire che le lobbies negli Stati Uniti sono controllate e storicamente accettate.

Si potrebbero dire tante altre cose, ma non mi sembra che gli Stati Uniti rappresentino la “democrazia più avanzata al mondo”…


Vota questo post!
(Vota per primo!)

Categorie: Democrazia?, Politica, Sconvolgenti
Tags: , , ,

PDF Invia per email
OkNotizie Facebook Delicious




Post più o meno correlati


11 Commenti

Feed rss Commenti | Lascia un commento!
     Fantavenus

     27 gennaio 2009

    Ciao Manu, ho aggiornato il link al tuo sito nel mio blog. Scusa se in ritardo ….. :roll:
    A presto e complimenti per la nuova grafica!!!! Stupendo!!!


    Rispondi | Quota
     bruno

     27 gennaio 2009

    Spero che con Obama si avveri la speranza diffusa di S.U. migliori.


    Rispondi | Quota
     Manu

     27 gennaio 2009

    @ Fantavenus >>
    Ciao FantaVenus, grazie per i complimenti, e non ti preoccupare per il ritardo :wink:

    @ bruno >>
    La speranza è nel cambiamento, certo, ma Obama non avrà il potere di modificare la Costituzione o il sistema elettorale o il potere delle lobby..


    Rispondi | Quota
     Lara

     27 gennaio 2009

    In effetti, anche solo considerando il sistema elettorale americano, non possiamo certo credere ad una democrazia superlativa.
    Basta pensare che Bush è stato eletto due volte, quel criminale :twisted:

    Ciao Manu.


    Rispondi | Quota
     ladyoscar

     27 gennaio 2009

    certo manu non sarà il massimo…. ma anche noi non mi sembra che siamo messi molto bene. :cry:


    Rispondi | Quota
     antonio

     28 gennaio 2009

    Speriamo che obama riesca in ciò che non sono riusciti i suoi predecessori.


    Rispondi | Quota
     sara!

     28 gennaio 2009

    …e poi secondo me ci si aspetta troppo da obama. ok, è il primo presidente nero, e allora?


    Rispondi | Quota
     Manu

     28 gennaio 2009

    @ Lara >>
    Bush è il classico esempio di come un sistema “democratico” può essere scavalcato e aggirato..

    Ciao Lara, grazie per la tua costante presenza!

    @ ladyoscar >>
    Certo.. questo post non era un elogio alla democrazia italiana (lungi da me :shock: ), ma la una considerazione sull’evento mediatico dell’anno.

    Comunque, grazie per il commento, era un pò che non ti si vedeva da queste parti :razz:

    @ antonio >>
    Credo che la domanda sia: “Obama vuole fare quello che non hanno fatto i suoi predecessori? Secondo me tutto lascia presagire una risposta affermativa… ma aspettiamo e vediamo.

    @ sara! >>
    Credo che le grandi aspettative che ci sono su Obama non dipendano dal colore della sua pelle, ma dalle sue promesse. Una su tutte: la dipendenza energetica entro 10 anni: eco-risorse, energie alternative, macchine pulite, ecc. Ma questa è solo una delle tante: nuovi equilibri geo-politici, snellimento della burocrazia, un governo trasparente e vicino ai cittadini. Nella speranza ovviamente che il mondo lo segua e diventi migliore. Ecco il perchè di tante aspettative su Barack Obama: per quello che rappresenta, non per quello che è.. (bella frase.. mi sa che ci faccio un post :mrgreen: )

    Ciao Sara, e grazie per il commento!


    Rispondi | Quota
     Andrea Sferrella

     3 maggio 2009

    Arrivo un po’ in ritardo rispetto alla data del post e mi scuso. Solo due cose:
    1) secondo il tuo ragionamento – dato che il sistema elettorale è lo stesso – dovremmo dubitare anche della democrazia inglese e, in linea di massima, pure di quella francese visto che sempre di maggioritario si tratta, anche se in Francia c’è il doppio turno;
    2) il Presidenzialismo si chiama così proprio perchè non è previsto il rapporto fiduciario; in ogni caso il Congresso dispone di un potere di veto fondamentale che tu non hai citato: può non approvare il bilancio e direi che non è cosa da poco.

    SALUTI, Andrea.


    Rispondi | Quota
     Manu

     4 maggio 2009

    @ Andrea Sferrella >>
    Scusami se ti rispondo al primo punto con una battuta, ma dovremmo sempre dubitare dei sistemi democratici in tutte le nazioni :wink: . Parlando seriamente, il problema non è il sistema maggioritario in sè, ma lo spropositato potere che questo sistema mette nelle mani di un uomo.

    Quanto al secondo punto; è vero che formalmente il Congresso ha il potere di veto, per esempio sull’approvazione del bilancio, ma in realtà è storicamente dimostrato che il “controllo” del Congresso può essere scavalcato. Per due semplici ragioni: la prima è che, se ti va bene (ed è molto probabile che sia così) la maggioranza politica al congresso è dalla tua parte. La seconda è che, se ti va male, e non hai la maggioranza politica, puoi sempre aspettare o, come succede sempre, agire sui gruppi di potere esterni o farti aiutare dalle lobby che, come saprai sicuramente, negli Stati Uniti rivestono un ruolo molto importante (per usare un eufemismo).

    Il ruolo del Congresso è “formalmente” molto forte, ma in realtà la storia ha dimostrato come sia “facilmente” bypassabile. In realtà il potere del Presidente può essere messo in dubbio seriamente solo dall’impeachment, che c’è stato solo una decina di volte in duecento anni di storia.

    Ciao Andrea, passa ancora in futuro!


    Rispondi | Quota
     Andrea Sferrella

     4 maggio 2009

    OK. Io mi riferivo soprattutto al sistema elettorale che a mio avviso non può essere assunto come indicatore di democraticità.

    Sul potere nelle mani di un uomo solo non posso darti torto, però bisogna anche dire che è la Costituzione americana a prevederlo; inoltre ci sono le commissioni palamentari (VERE non come in Italia) e i vari Stati che comunque hanno una certa autonomia dal governo federale.

    Se aggiungiamo che negli ultimi 50 anni nella maggioranza dei casi si è avuto un governo diviso (Presidenza repubblicana, Congresso democratico o viceversa) e che i parlamentari americani sono indipendenti dai partiti (certo ci sono le lobbies, ma quelle stanno anche in Europa) diciamo che il quadro è un po’ più complesso e non mi sembra che il Presidente sia proprio così solo al comando.
    Quanto all’impeachment, non so, forse sbaglio, ma a me 10 volte non sembrano così poche. Questa è la teoria, sulla pratica potremmo scrivere un libro, diciamo che gli USA hanno alcune cose buonissime e altre cattivissime. Comunque penso che alla fine siamo più o meno d’accordo. Sicuramente ripasserò anche in futuro (per l’intervista al neurone di Gasparri sto ancora ridendo).
    A presto.


    Rispondi | Quota


Lascia un commento

[Scegli l'immagine del tuo profilo]




DISCLAIMER
In questo blog non è applicata nessuna moderazione, ciò significa che sei libero di scrivere tutto quello che vuoi senza alcun limite o censura. Ovviamente valgono le regole di buona educazione e la presa di responsabilità delle proprie parole.

I commenti sono NoFollow Free; consideralo un regalo per chi lascia il suo parere :).

Ultima nota: le immagini avatar utilizzate a fianco dei nomi nei commenti sono prese da Gravatar. Se vuoi una immagine personalizzata da affiancare al tuo nome, vai su Gravatar.com, registrati e scegli la tua immagine!

Se vuoi leggerti il Disclaimer completo, lo trovi QUI.