Crisi economica: a che punto siamo?

A sentire i maggiori esponenti della finanza globale sembrerebbe quasi che la catastrofica crisi economica sia giunta al suo termine, con tanto di sorrisi smaliziati da parte dei leader politici di tutto il mondo e la schiera di trombettieri pronta a suonare “we are the champions“. Purtroppo io ho un gran brutto vizio: tendo a non fidarmi dell’Autorità, soprattutto quando mi dice che sta andando tutto bene e soprattutto quando si parla di denaro. E’ una cosa un pò brutta, lo so, ma che ci volete fare: io studio Economia e so benissimo quanto è facile fregare con i numeri. Virgole al posto sbagliato, riferimenti temporali vaghi, previsioni basate su indici non proprio affidabili o, semplicemente, far vedere solo metà della verità. Ovviamente, la metà che interessa.
Ma è davvero finita questa crisi?
Mettiamola così: “tecnicamente” è così. L’esplosione della bolla dovuta alla speculazione finanziaria è prossima al termine e l’enorme emorragia delle borse mondiali è stata tamponata. Dal lato finanziario, dunque, la crisi sembra essere stata fermata. Tuttavia, il lato finanziario è solo UN lato della medaglia. L’altro lato è rappresentato da quella parte dell’economia che viviamo tutti i giorni, che ci fa comprare il pane e pagare le bollette: l’economia REALE.
Il problema non è che la crisi stia o non stia passando, ma il fatto che i tempi della ripresa saranno lunghi. Questo perchè le conseguenze del lato finanziario di questa crisi stanno ricadendo ora sul lato reale dell’economia; questa crisi, così come tutte quelle moderne basate in maniera massiccia sull’aspetto finanziario, procedono a “ondate”: così come all’inizio gli effetti sull’economia reale si fecero sentire circa 8/12 mesi dopo la comparsa dei sintomi finanziari, così adesso ci vorranno diversi mesi prima che i benefici della situzione finanziaria stabilizzata si ripercuotano nuovamente sull’economia reale. Anzi, la ricostruzione sarà sicuramente più lenta e dolorosa del disastro stesso, così come quando un uragano distrugge una casa in 5 minuti e poi ci vogliono mesi prima di costruirne un’altra.


25 settembre 2009
Anch’io diffido dei numeri, ma non perché so far bene di conto, al contrario, quindi mi affido ai fatti. Sarà anche giunta al termine la crisi e forse l’Economia starà mettendo in atto i meccanismi di ripresa, ma bisognerebbe tener conto dell’”Effetto cascata”. Mi spiego: i primi a risentirne sono stati gli anelli deboli della catena, e gli ultimi ad uscirne saranno sempre questi.
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25 settembre 2009
[...] This post was mentioned on Twitter by Blogger Italiani. Blogger Italiani said: Crisi economica: a che punto siamo? http://bit.ly/2FRayY da Blogger Italiani [...]
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26 settembre 2009
Io questo genere di notizie le prendo con le pinze, perchè può anche essere vero.
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16 ottobre 2009
[...] Seguendo il filo d’arianna quasi si rimane impressionati della sua vorticosa e travolgente diffusione. La crisi nasce con il crollo del mercato immobiliare americano, che fa saltare il settore finanziario americano, il quale immediatamente trascina nel baratro il settore finanziario globale. Saltano quindi le banche, le società di assicurazione e i grandi centri finanziari. Dopo pochi mesi la crisi arriva a colpire gli Stati, le economie nazionali e, di immediato riflesso, le imprese, il lavoro, l’occupazione. La crisi esplode nell’economia reale. [...]
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