Perchè dobbiamo avere fiducia nonostante la crisi

In questo periodo mi sento abbastanza ottimista. Ragion per cui, dopo il post dedicato a Silvio
, voglio anche oggi distillare qualche goccia di ottimismo sulla crisi economica.
Fuor da ogni dubbio, saltiamo subito al dunque; dalla crisi ci usciremo solo in due modi: con la riscrittura delle regole e con l’ottimismo, su questo non c’è alcun dubbio.
Potrei stare qui a tediarvi con tutto il discorso sulle regole della finanza, dei mercati e bla bla bla….., invece oggi ci concentreremo sul lato “psicologico” della crisi globale.
Parto da una premessa: mi scuso per quello che sto per dire (se serve mi scuso , come direbbe Gasparri).
Ma Berlusconi su una cosa ha ragione: dobbiamo essere più ottimisti (ok, l’ho detto. adesso probabilmente qualcuno se ne sarà già andato, ma io vi invito a rimanere fino alla fine).
Immagino già i fucili puntati sulla mia testa, ma datemi il tempo di spiegare e capirete.
La globalizzazione: il male o la soluzione?
Questa è la primi crisi che colpisce il mondo globalizzato. Ciò ha un lato negativo e due lati positivi.
Il lato negativo è ovviamente il fatto che la crisi si estende in tutto il pianeta senza limiti di frontiera o di nazionalità. Ovunque vi sia un’economia appena superiore al baratto, la crisi ha prodotto le sue nefaste conseguenze.
I lati positivi, però, sono a mio modo di vedere due: in primo luogo la globalità, appunto, della crisi permette di adottare misure di contenimento e di risanamento comuni. Ciò che va bene in Europa, può andare bene grossomodo (con i giusti correttivi) negli altri continenti, e viceversa. In secondo luogo, così come la crisi è partita da un epicentro (gli Stati Uniti) e si è diramata nel resto del mondo, così la soluzione partirà da un epicentro (sicuramente gli Stati Uniti) e si diramerà velocemente nel resto del mondo.
Per carità, non è questo il momento, nè il luogo per celebrare la globalizzazione, che anzi rappresenta una delle cause maggiori di questa crisi economica. Ma oggi ho detto che voglio essere ottimista, no? E allora cerchiamo di guardare il bicchere mezzo pieno
.
L’importanza del fattore P
Accompagnato al discorso della globalizzazione, è quello relativo all’informazione. In un mondo globalizzato, non solo solo i flussi economici a viaggiare velocemente, ma anche (o soprattutto) le informazioni.
Purtroppo (e chiedo scusa un’altra volta) ha ragione Berlusconi: i media giocano un ruolo fondamentale nel processo di presa collettiva della situazione. Spinti dalla continua ricerca del titolone o impauriti dai cali vistosi delle vendite, i giornali hanno in questo periodo sventolato titoli apocalittici a nove colonne.
Anche qui è doveroso fare una precisazione. Non sto sottovalutando la crisi (anzi ritengo di conoscerla molto in dettaglio, dalle cause alle conseguenze, essendo la mia materia di studio e di interesse), ma sto cercando di far capire come l’elemento psicologia abbia giocato un ruolo fondamentale nell’aggravarsi della crisi.
Ovvio, chi perde il lavoro, non ha nulla da spendere, ma al contempo ci sono famiglie che, seppur continuando ad avere uno stipendio fisso e i risparmi di prima, hanno contratto vistosamente ed immotivamente i consumi, attanagliati da una morsa mediatica non indifferente.
Focalizzandoci sulla situazione europea ed italiana, posso dire che la situazione non è eccessivamente grave in confronto ai disastri negli Stati Uniti, dove la disoccupazione è arrivata all’ 8,1% (su una popolazione di oltre 300 milioni di persone), o come la Spagna, dove la disoccupazione ha toccato il picco del 14,3%.
Il problema dell’Italia, come spiegherò in un prossimo post, non è tanto relativo agli effetti della crisi, quanto alle misure sociali e programmatiche che si stanno adottando.
Cogliere il vento in poppa
Come ho già scritto in un precedente post, questa crisi è diversa da quella del ‘29, e una delle differenze fondamentali è che i Governi si sono mossi con tempestività, riuscendo a prevenire il peggio. Il 2009 sarà l’hannus terribilis, dell’economia, ma nel 2010 (e già durante il 2009) si vedranno i primi segnali di ripresa economica.
L’aspetto fondamentale, però, rimane quello psicologico ed emozionale: se ci lasceremo trasportare dagli effetti negativi, la crisi si protrarrà per periodi ancora più lunghi.
E allora, sù con l’ottimismo!
Albert Einstein diceva “La crisi è il miglior benedizione che può accadere a persone e paesi, perché ogni crisi porta con sè il progresso”. E così sarà anche questa volta. Ogni crisi porta con sè tantissime opportunità che devono essere colte; ma per poter essere colte, dobbiamo rimanere lucidi e razionali.
Innanzitutto alcune opportunità sono già visibili agli occhi di tutti, come il calo dei tassi di interesse o la diminuzione dei costi dell’energia.
Sui mercati, inoltre, si sono create (proprio a causa di questo clima di incertezza) moltissime opportunità di investimento molto importanti, con prezzi molto bassi e occasioni storiche irripetibili.
Di assoluta importanza è diversificare il più possibile il proprio portfolio di investimenti e, come suggerisce Warren Buffet, il più ricco e abile finanziere al mondo, non vendere adesso.
Sono stato abbastanza ottimista?
P.S. Vi consiglio di leggere la lettera di Albert Einstein sulla crisi, che trovate QUI.
P.P.S. Ringrazio enormementi di cuore Alex che ha voluto donarmi il premio SymbelMime. Lo metto orgoglioso nella sala trofei, ma spero non si offenda se non continuo il meme ![]()
P.P.P.S Chiedo scusa per i problemi di questi giorni. Putroppo ho un servizio di hosting schifoso, che a fine anno sarà cambiato assolutamente.
Tags: , crisi, Economia, einstein, globalizzazione, Mass Media, opportunità, ottimismo, psicologia


1 aprile 2009
Caro Amico, i media, almeno in Italia, sono falliti tutti e non camperebbero senza gli aiuti all’editoria. I giornalisti – nella maggior parte – non fanno informazione bensi o disinformazione o sono dei “velinari”. L’ottimismo ci vuole senz’altro: andrebbe però, sicuramente meglio se riuscissimo a sbarazzarci – democraticamente – da questi politici vecchi babbioni ( dx e sx – purtroppo in questo sono speculari) che come cozze sullo scoglio non vogliono mollare la presa. Se penso che solo qualche anno fa ci raccontavano ( sia a dx , sia a sx) delle meraviglie del modello Spagnolo per non parlare poi degli USA!!! Maperl’amordiDio! Se ce la caveremo, come Italia, è perchè il nostro modello socioeconomico è ancora – per fortuna medioevale -:poca finanza, molta impresa familiare,artigianato industriale più che vera industria, diffidenza e non rispetto dell’Autorità pluridiffusi, burocrazia elusa.
Ciao a tutti!
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1 aprile 2009
ciao nel tuo blog ci sono articoli interessanti, soprattutto quello su google, ti propongo uno scambio di link il mio è blog è http://ilgridolibero.blogspot.com/
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1 aprile 2009
@ wake up >>
Ciao WakeUp, ti ringrazio per i complimenti!
Ho visto che mi hai già aggiunto nel tuo blogroll, adesso ti aggiungo subito anche io.
Se non vuoi perderti nemmeno un articolo abbonati al feed
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2 aprile 2009
Stavolta un postone !
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2 aprile 2009
@ prudentissimo >>
Sinceramente non so se sia un bene per l’Italia il suo essere economicamente ad uno stato quasi medioevale.
Anzi, ritengo che la mancanza cronica di infrastrutture, di fondi alla ricerca e di regole abbiano continuamente declassato il nostro paese ai confini del border mondiale.
Di per sè la finanza, l’industria, l’autorità e la burocrazia non sono un impedimento per lo sviluppo economico e, anzi, ne rappresentano una solida base.
Il tutto sta alla base: rispettare le regole e farlo in modo coscienzioso.
@ bruno >>
Ciao Bruno, grazie!
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2 aprile 2009
speriamo davvero che questa crisi diventi un’opportunità, anche x me. Purtroppo le brutte notizie in questo periodo non mancano, ma c’è anche tanta voglia di capovolgerle per trovare uno stimolo nuovo per migliorare ancora di più. Speriamo davvero in bene
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3 aprile 2009
La crisi può essere salutare, se ci riporta ad uno stile di vita diverso, alla sobrietà. Non quindi al consumismo sfrenato come è stato in tutti questi anni. Lo spreco in una società civile è assurdo e ridicolo, anche senza questa crisi.
Psicologicamente la fiducia può aiutare, ma non credi Manu che sia difficile da recuperare, dopo tutte queste notizie di licenziamenti, precariato a vita ecc…?
Anche perché, a me sembra che gi imprenditori ci giochino parecchio su questa crisi, ovviamente sulle spalle dei dipendenti che devono sopportare tanto, con questa arma in più in mano ai datori di lavoro.
Un caro saluto, Manu,
Lara
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3 aprile 2009
@ Luca >>
Credo che aldilà di tutto, la fortuna una persona se la crea.
Nel senso che, parlando sopra i massimi sistemi, ogni persona si crea il proprio futuro e le proprie possibilità.
Quindi il mio consiglio è di cogliere questo stimolo di cambiamento e cercare di capovolgere la tua realtà!
@ Lara >>
Quello che dici è sacrosanto Lara. La crisi cambierà molte cose, e a questo proposito penso di scriverci un post.
Certo che la fiducia è difficile da recuperare per tutti coloro che la crisi ha colpito più duramente.
La mia era una considerazione un pò più generalizzata, nel senso che andava a chiamare in causa un pò tutti gli attori di questa situazione.
Po, ovviamente, sono completamente d’accordo con te: per alcuni (odio generalizzare) imprenditori, la crisi è stata una manna dal cielo: licenziamenti (più) facili, contratti a progetto, precariato e via dicendo.
Ciao Lara!
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6 aprile 2009
davvero un bel post
comunque è vero, bisogna essere ottimisti, ma non troppo.
non bisogna convincerci che andrà per forza tutto bene, sennò non se ne uscirà mai..
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