29 marzo 2009

Intervista a Stefano Andreoli (Spinoza.it)

spinoza_blog

Squillo di trombe, rullo di tamburi, è con grande piacere e un pizzico di emozione che inauguro oggi una nuova sezione di ManuBlog: la sezione interviste. In questa rubrica voglio, per l’appunto, mettere tutte le interviste che realizzerò a diversi personaggi della blogosfera; autentiche star del blogging, ma anche blogger poco conosciuti o esperti di alcuni argomenti.

L’inizio non poteva essere che grandioso: il primo intervistato sarà infatti Stefano Andreoli, l’autore del celeberrimo blog satirico Spinoza.it. Ho chiesto a Stefano, che ringrazio enormemente per la gentilezza e la disponibilità concessami, una decine di domande sull’arte della satira e sul suo ruolo nella società. Le risposte sono acute e mai banali, ma senza perdere tempo: eccovi l’intervista completa.

Allora prima di tutto: benvenuto Stefano e complimenti per Spinoza.it. Per sciogliere il subito il ghiaccio, parlaci di quando nasce Spinoza e perchè.
Spinoza nasce nel 2005 come secondo blog di Alessandro Bonino (alias Eiochemipensavo): il nome è un omaggio al filosofo Spinoza e al libro di Paolo Nori. All’inizio la satira non c’entrava: se vai a vedere i primi post trovi un po’ di tutto, foto, citazioni, link, una sorta di tumblr ante-litteram. Alessandro mi ha invitato a scriverci un anno dopo, e io ho cominciato a contribuire con brevi pezzi di satira politica. Dopo un po’ che ci scrivevo, qualche amico ha cominciato a mandarmi delle battute. Poi questi amici si sono moltiplicati. Ed eccoci qua.

Il sottotitolo di Spinoza è “un blog serissimo”. Oltre ad essere intrinsecamente molto ironico, qual’è il motivo di questo sottotitolo? Perchè la satira rappresenta una cosa serissima?
Il sottotitolo è nato molto prima che il blog imboccasse la strada della satira, ma siccome ci piaceva abbiamo deciso di conservarlo: in fondo si scherza, ma gli argomenti che affrontiamo sono molto seri. Commentare i fatti con delle battute è un ottimo modo per analizzare gli eventi ed evidenziarne i lati grotteschi.

In Spinoza.it non fate sconti a nessuno, dalla destra alla sinistra, passando per il Papa ed Eluana. Quale devono essere secondo te i limiti della satira?
Mi viene in mente che sul forum di Spinoza, praticamente lo stesso giorno in cui lo abbiamo aperto, è stato lanciato un dibattito su questo tema e la gente è ancora lì a discutere. Personalmente non credo che la satira debba porsi dei limiti a priori: credo tuttavia che le battute, soprattutto le più sconvenienti, debbano cercare di alzare il livello della discussione, favorendo una visione più profonda e trasversale dei fatti. Dietro l’angolo c’è sempre il qualunquismo, e se non si riesce a evitarlo, allora è meglio tacere.

Impressionante è anche la varietà di temi trattati; secondo te ogni fatto ha un lato comico oppure esistono fatti seri e fatti comici?
Non c’è nulla di cui non si possa ridere: l’essenziale è farlo con stile, senza banalizzare, soprattutto se il tema è delicato. Non posso che citare Learco Pignagnoli, la cui opera n.161 recita: “Se non c’è niente da ridere vuol dire che non c’è niente di tragico, e se non c’è niente di tragico, che valore vuoi che abbia”. Ecco, questa è la sintesi della filosofia di Spinoza (il sito, non il filosofo) (ma forse un po’ anche il filosofo).

La grafica del sito è molto pulita e piacevole, ma altrettanto “spartana”, ossia priva di tutti quegli elementi che solitamente caratterizzano i blog. Scelta stilistica o volontà di mantenere l’attenzione sui contenuti?
La grafica “asciutta” è un’idea di Alessandro ed è così dal 2005, a parte qualche lieve aggiustamento. È sorprendente vedere come lo stile di Spinoza abbia retto benissimo al passare degli anni, mentre di solito qualsiasi template viene a noia molto in fretta (e il proprietario del blog, in genere, è il primo a stufarsi). E poi qualsiasi elemento di contorno distoglierebbe dai contenuti: l’essenzialità del look è perfettamente in linea con l’estrema sintesi delle battute e dà loro il giusto risalto. Non penso manchi niente, di quel che davvero serve a un blog.

Da un pò di tempo c’è stata un’apertura per così dire “social”. Con l’avvento del forum e l’interazione con i lettori avete creato un vero e proprio “laboratorio di satira”. Quali sono i motivi? Allentare la pressione del blogging, sopperire alla naturale mancanza di inspirazione o voglia di creare qualcosa di nuovo?
L’idea un blog collettivo non era in preventivo, è venuta da sé e noi l’abbiamo cavalcata. Di certo non potevamo aspettarci un fenomeno di questa portata: a ogni post collaborano in media una quindicina di autori, e a tutt’oggi quasi 150 persone si sono viste pubblicare almeno una battuta. All’inizio ero un po’ restio all’idea di utilizzare le battute inviate dai lettori, ma vista la quantità – e soprattutto la qualità – dei contributi, sarebbe stato stupido ignorare questo desiderio di partecipazione. Di certo, senza la svolta “social”, Spinoza non avrebbe potuto mantenere questi ritmi. Col tempo è nata una piccola community, ed è molto gratificante sapere di aver acceso questa miccia.

L’umorismo, a tuo parere, è una dote innata o una arte che si può apprendere?
Credo che il senso dell’umorismo, inteso come capacità di ridere, lo possiedano tutti: anche la persona più cupa ha qualcosa che la fa divertire. Il contesto in cui cresciamo, il modo in cui veniamo educati, le cose che leggiamo da piccoli sono tutti elementi fondamentali nella costruzione di questo qualcosa. Fare umorismo, ovvero far ridere, è qualcosa di ben diverso: credo sia una dote innata, dovuta a un particolare talento, ma penso occorra anche allenarsi per esercitarla al meglio. Far lavorare lo spirito di osservazione e la capacità di raccontare è fondamentale, oltre a una buona dose di sfrontatezza e di autoironia.

Come nasce una battuta? Inspirazione momentanea o metodica ricerca del comico?
L’ispirazione è fondamentale: l’idea per una buona battuta arriva in un secondo, è come un colpo di fulmine. Il metodo entra in gioco subito dopo, quando si tratta di cercare la forma migliore per rendere il concetto che hai già in mente. Il mio lavoro su Spinoza consiste anche nel cercare di migliorare le battute altrui: talvolta limando, talvolta aggiungendo, talvolta stravolgendone completamente la forma. Diciamo che ispirazione e metodo hanno ruoli importanti, ma senza le idee, del metodo te ne fai poco. Di recente qualche scienziato si è preso la briga di catalogare tutti i modi possibili di far ridere, ma francamente questi discorsi mi interessano relativamente. E. B. White, che pure era un grande tecnico della scrittura, disse che “Analizzare l’umorismo è come sezionare una rana: interessa a pochi, e la rana muore”. (Questa è la citazione colta che mi gioco sempre in questi casi: ti ringrazio di avermene dato l’occasione)

Considerando l’umanità nel suo complesso e l’infinita varietà della Commedia Umana, qual’è la cosa che ti fa più ridere?
Sarebbe troppo facile dire Berlusconi. Comunque dico Berlusconi. E poi tutte le persone che non sanno ridere di se stesse.

Qual’è il ruolo della satira nella società moderna?
E avanti con le domande universali! Non spetta a me stabilire questo ruolo, ma mi piace pensare alla satira come un modo per mettere a nudo le contraddizioni del potere. Se la satira fa marcia indietro davanti al potere, allora diventa qualcos’altro: può far ridere ugualmente, ma è un’altra cosa (questo non vuol dire che non si possa fare satira sui poveracci: basta vedere quante battute abbiamo fatto su Veltroni).

Siamo arrivati alla fine. Parlaci un pò degli obiettivi futuri di Spinoza.it.
Posto che spero di tirar avanti ancora per molto a gestire la baracca, visto che la gestione di blog e forum mi ruba parecchie ore di sonno, la butto lì: sarebbe bello uscire dalla rete, e sarebbe ancora più bello riuscire a farlo senza snaturarsi. Credo che Spinoza abbia delle potenzialità e mi piacerebbe che qualcuno dei media “tradizionali” se ne accorgesse. L’obiettivo principale resta comunque quello di pigliarsi un paio di querele: ci han detto che finché non ci denunciano, non siamo nessuno.

Grazie Stefano ;-)


Vota questo post!
(2 voti, media: 5,00 su 5)

Categorie: Interviste
Tags: , , , , , ,

PDF Invia per email
OkNotizie Facebook Delicious




Post più o meno correlati


11 Commenti

Feed rss Commenti | Lascia un commento!
     fatacarabina

     30 marzo 2009

    bella idea, buona l’intervista


    Rispondi | Quota
     stark

     30 marzo 2009

    Grazie a te, Manu! (sul finale: puntualizzo che scherzavo, eh)


    Rispondi | Quota
     Manu

     30 marzo 2009

    @ fatacarabina >>
    Era meglio al contrario, ma grazie lo stesso :grin:

    @ stark >>
    Lo so che scherzavi Stefano, se no che autore satirico saresti!! :mrgreen:


    Rispondi | Quota
     pietro

     30 marzo 2009

    che dire, letta tutta senza pensare neanche un secondo “che palle” :smile:


    Rispondi | Quota
     s|a

     31 marzo 2009

    Non sapevo che Barry White fosse un così fine umorista. :roll:


    Rispondi | Quota
     Manu

     31 marzo 2009

    @ pietro >>
    Credo sia un complimento… :grin:
    Grazie Pietro :razz:


    Rispondi | Quota
     Lara

     31 marzo 2009

    Interessante questa intervista, una delle frasi che mi ha colpito è che la satira, se non è quella giusta, può finire in qualunquismo.
    Secondo me troppo di quella che in giro viene definita satira, in effetti è qualunquismo.
    Mentre andando a visitare “Spinoza” che, mea culpa, non conoscevo, mi sono accorta di ridere.
    E questo per me è notevole, perché dove c’è di mezzo questo governo, non sono mai riuscito a farlo.
    Quindi complimenti ad Andreoli e a te, Mani!
    Ciao,
    Lara


    Rispondi | Quota
     Manu

     1 aprile 2009

    @ Lara >>
    Ciao Lara!
    Sì, quella di Stefano è stata una bella intervista, perchè ha saputo rispondere sempre con intelligenza e senza banalità.

    Mi fa piacere averti fatto conoscere Spinoza, sicuramente uno dei più blog italani… è un gran lavoro il loro: far ridere questo paese, che ormai è sull’orlo dell’abbattimento :neutral:

    E grazie per i complimenti, ciao Lara!


    Rispondi | Quota

    [...] impegni e soprattutto sto preparando una grande sorpresa. Vi posto oggi un’altra intervista: dopo quella realizzata un paio di settimane fa a Stefano Andreoli, il co-autore di Spinoza.it, eccovi l’intervista a Wil di [...]


    Rispondi | Quota

    [...] le grandi inerviste di ManuBlog: dopo aver rotto le scatole a Stefano Andreoli, il co-autore di Spinoza.it, e Wil di NonLeggerlo, questa settimana il mio bersaglio è stato un [...]


    Rispondi | Quota

    [...] Nell’intervista che ho realizzato con Stefano Andreoli, il co-autore di Spinoza.it, lui dice che la satira deve mettere a nudo le contraddizioi del potere. Qual’è secondo te il ruolo della satira e quali devono essere i suoi limiti? Anzitutto, Spinoza.it mi fa pisciare addosso dalle risate. Passando alla domanda: Sono poco integralista sulle definizioni, la satira deve fare ridere, questo è il ruolo che banalmente le attribuisco. Non distinguo molto fra satira e comicità, tanto è difficile che qualcuno faccia davvero ridere (me) senza dire anche qualcosa che fa riflettere (quindi, grossomodo, qualcosa di “satirico”). La satira mette a nudo le contraddizioni del potere perché il potere ce l’hanno sempre i cattivi, ma non lo vedo come un ruolo ineluttabile. Per quanto riguarda i limiti: sono stupidi. Si fanno battute sulle guerre! Non esistono cose peggiori, quindi non vedo perché mai uno dovrebbe censurarsi. Se uno non si sente di fare una battuta che non la faccia, quello è l’unico limite che mi viene in mente (Questa è la mia opinione. Gli altri di ScaricaBile potrebbero vederla diversamente). [...]


    Rispondi | Quota


Lascia un commento

[Scegli l'immagine del tuo profilo]




DISCLAIMER
In questo blog non è applicata nessuna moderazione, ciò significa che sei libero di scrivere tutto quello che vuoi senza alcun limite o censura. Ovviamente valgono le regole di buona educazione e la presa di responsabilità delle proprie parole.

I commenti sono NoFollow Free; consideralo un regalo per chi lascia il suo parere :).

Ultima nota: le immagini avatar utilizzate a fianco dei nomi nei commenti sono prese da Gravatar. Se vuoi una immagine personalizzata da affiancare al tuo nome, vai su Gravatar.com, registrati e scegli la tua immagine!

Se vuoi leggerti il Disclaimer completo, lo trovi QUI.