Intervista a Tony Siino

L’intervistato di questa settimana non può certo essere considerato un “novizio” della rete.
Da quasi dieci anni in prima linea, per quanto riguarda il web e tutte le sue applicazioni.
Web strategist, web content manager, blogger, d-jay, scrittore.
Nonchè autore di diversi progetti della rete, il più famoso di tutti è sicuramente il portale dei blog italiani BlogItalia.
Insomma signori, sto parlando di Tony Siino.
Ciao Tony. cominciamo da te. Quando nasce in te la passione per il web, tanto da farla diventare il tuo lavoro?
Sono stato fin da subito un entusiasta di Internet e delle possibilità che poteva offrire ed ero già in web agency prima del 2000 e ai tempi del dot boom. Dopo la bolla per un breve periodo ho temuto il peggio…poi ho seguito l’istinto, ho conosciuto tanta gente interessante attraverso i blog e adesso faccio un lavoro che mi piace.![]()
Da un buon conoscitore dei fenomeni della blogosfera, cosa pensi ci sarà dopo il blog?
Penso che il blog sia stato uno strumento di facile accesso alla pubblicazione su Internet e che gli altri strumenti siano un po’ “figli” del fenomeno. Dopo il blog…ci sarà il blog di qualità. Nel senso che il format è stato metabolizzato e adesso mi aspetto che emergano, come è giusto che sia, i blog con contenuti interessanti.Cosa manca alla blogosfera italiana per fare il “salto di qualità”?
Mi hanno fatto di recente la stessa domanda e ti rispondo allo stesso modo. Mancano moltissime cose, ma per me manca soprattutto la peer review, la critica costruttiva dei progetti e comportamenti dei pari che aiuta a migliorare come singoli e come comunità. Molto più facile fare gruppetti e combattere per l’accaparramento delle scarse risorse. Ma molto meno utile. Si guarda al breve periodo e non al lungo. Siamo italiani anche nella blogosfera: gruppettini e miopia.Tu lavori molto a contatto con delle grandi aziende. Che utilità pensi possa avere un blog aziendale? Credi che in futuro saranno più presenti?
Il blog è un format per le informazioni e si presta bene alla comunicazione aziendale…ma le aziende sono nel guado tra un vecchio modo di comunicare basato sul mainstream e sul top-down e uno stravolgimento non da poco. Non so se saranno più presenti…spero che sia più presente la bidirezionalità tra aziende e loro clienti. La direzione è quella.Un tuo grande successo è stato il portale BlogItalia, che stila una classifica dei blog italiani secondo il technorati rank. Secondo te qual’è il significato di queste classifiche: mera vanità o stimolo per cercare di migliorarsi?
Abbiamo creato dei mostri!Le classifiche sono dei “giochini utili”, che permettono di confrontare blog molto diversi tra loro con parametri spesso molto discutibili e non troppo scientifici. Se si prendono sul serio nel senso competitivo si rischia di andare molto fuori strada. Il consiglio è di lavorare più sui contenuti e guardare meno queste classifiche.
Anticipaci qualche tendenza della blogosfera che “senti” nell’aria.
Già da un po’ di anni i blog tendono a essere specialistici, rivolti a nicchie geografiche o per argomento e secondo me ne vedremo ancora molti così…malgrado una certa tendenza forzosa ad aggregare in “superblog” contenuti più o meno diversi. Mi sembra che la cosiddetta “statusfera”, il contesto di contenuti e relative relazioni legati agli status (di facebook, twitter, friendfeed, Live Messenger…), sia parecchio vitale e penso che diventerà una parte importante della conversazione. Potrebbe integrarsi in alcuni sensi alla blogosfera.Domanda che faccio a tutti, a cui spero non mi risponderai in modo banale. Qual’è secondo te il ruolo del blogger nella società moderna?
Mi spiace deluderti ma io penso che l’etichetta “blogger” oggi definisca troppo vagamente qualcosa. E’ blogger chi scrive e chi commenta e ci sono blogger diversissimi tra loro. Quindi la tua domanda mi suona molto simile a “Quale è il ruolo di un essere umano che naviga e scrive nella società moderna?”. Potrei risponderti tutti o nessuno. A me piacerebbe che si potesse incidere sulla politica, sulla cultura e sull’economia come a volte accade soprattutto in altri paesi per chi blogga.In Italia si può vivere di solo blog come si fa, per esempio, negli Stati Uniti?
La mia risposta si basa sulla mia esperienza ed è sì.In realtà oltre alla creazione di contenuti io mi occupo di strategie, quindi non solo di blog, ma penso che sia possibile.
Grazie Tony

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18 maggio 2009
buon inizio settimana manu
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