11 luglio 2009

Sciopero dei blogger: io non ci sto, ma…

sciopero-blog

Ho assistito in questi giorni a vibranti dibattiti sullo sciopero dei blogger indetto da Giglioli per manifestare contro la cosidetta “legge ammazza-internet” e sinceramente li ho trovati veramente noiosi, impegnati come erano a “cavillare” sui significati tecnici della parola “rettifica” o litigare per capire chi aveva la fonte migliore.

Aldilà di chi abbia ragione in merito ai tecnicismi giuridici, permettetemi alcune considerazioni terra terra. Gli scioperi non servono a niente. Lasciamo perdere gli scioperi degli anni ‘60 e ‘70 in cui c’erano in gioco valori diversi e una partecipazione molto più entusiasta. Parliamo di tutti quegli scioperi che sono stati fatti negli ultimi vent’anni, di qualunque genere e colore politico: manca la partecipazione di massa, elemento necessario e fondamentale per la buona riuscita di una qualunque rivendicazione popolare. Se manca la partecipazione e questo veemente scalpitio del popolo, quelli se ne infischiano dello sciopero. Figuriamoci di uno sciopero online, fatto sulla Rete, che in Italia viene usata da una porzione estremamente esigua della popolazione, che per di più la usa principalmente per trovare porno o giocare a poker online.

Anzi, figuriamoci di uno sciopero fatto dai blogger. Perdonatemi ma a me questo sciopero pare al limite del ridicolo: i blogger, che per loro natura scrivono in maniera assolutamente irregolare sui loro blog, non aggiorneranno i loro blog per un giorno! Chi volete che se ne accorga di una mancanza di post per un giorno? A chi credete che possa interessare la diminuzione del volume della blogosfera per un giorno? A nessuno, se non ai blogger stessi, i quali appunto sono coloro che stanno scioperando.

Ma, come tutte le vicende intrisencamente grottesche, anche questa nasconde una riflessione o forse due. La prima che mi viene in mente è che i blogger in Rete sono come un liquido: estremamente disorganizzati, troppo spesso gregge belante di qualche “star” che si fa capopopolo per il quarto d’ora di celebrità (e sicuramente io sono stato più volte la pecora davanti a tutti), praticamente indatti a qualsiasi protesta che possa realmente portare a qualcosa. Manca una organizzazione dei blogger, un associazione, un qualcosa insomma che li protegga, li organizzi e li supporti. Senza tutto ciò rimaniamo (e metto al verbo alla 1° persona plurale perchè mi ci ficco anche io nel gruppo) solo un gruppo di disorganizzati lanciatori di pietre che gioca a fare la guerra contro i cattivoni armati però di missili ed elicotteri. La seconda è che si poteva (e forse si doveva) fare di più: se devi fare uno sciopero, almeno porta qualche migliaio di persone davanti a Montecitorio a urlare la propria vergogna.

Non fraintendetemi: io amo la blogosfera e i blog. Amo questo mondo e tutte le persone che nel bene o nel male, in buona o cattiva fede, si impegnano per dare il contributo alla società. Ma sinceramente sono stufo di queste manifestazioni che non portano mai a nulla di concreto e a nulla di effettivo. Mi piacerebbe che questa comunità iniziasse ad avere un peso molto maggiore nelle decisioni politiche, mi piacerebbe che questa comunità iniziasse seriamente a diventare una fonte alternativa di informazione, mi piacerebbe che questo gruppo di persone cominciasse realmente a creare e stimolare un’opinione pubblica forte.

Con tutto ciò quindi sto dicendo che ManuBlog non parteciperà allo sciopero dei blog? No, ManuBlog parteciperà a questo sciopero, e la ragione è presto detta. Come ha ricordato in un bellissimo articolo Umberto Eco su l’Espresso, nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 si rifiutarono e persero il posto. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese. Ecco, in definitiva è per questo che io sciopero il 14 Luglio: per rivendicare la mia posizione, per poter dire IO NON CI STO. Come conclude Eco: “Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente. Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto.” In attesa di tempi migliori.


Vota questo post!
(2 voti, media: 5,00 su 5)

Categorie: Pensieri a caldo, Società
Tags: , , , , ,

PDF Invia per email
OkNotizie Facebook Delicious




Post più o meno correlati


12 Commenti

Feed rss Commenti | Lascia un commento!
     Lara

     11 luglio 2009

    Pienamente d’accordo sulla inutilità di uno sciopero di un giorno su un blog dove, si scrive di solito saltuariamente. E chi se ne accorge?
    Ma ho letto anch’io il bellissimo articolo di Eco su L’Espresso (anzi, pensavo di postarlo) e dirò di NO, unendomi a chi sciopera.
    Ciao Manu, buona giornata,
    Lara


    Rispondi | Quota
     dangp

     11 luglio 2009

    Se parti con l’idea che le manifestazioni di dissenso non servano a niente è normale che non partecipi all’iniziativa.
    Comunque, gli iscritti al sito http://dirittoallarete.ning.com sono 732.
    Dell’iniziativa ne hanno parlato:
    • La Repubblica
    • L’Espresso
    • Corriere della Sera
    • Adn Kronos
    • Ansa
    • Il Sole 24 Ore
    • Panorama
    • Il Giornale
    • Punto Informatico
    e altri.
    La protesta per il 14 luglio prevede: un post uguale per tutti i blog, tutti i blogger imbavagliati in un video su You Tube e allo stesso tempo un gruppo almeno di 100 persone manifesteranno imbavagliate a piazza Navona.
    Tutto questo vine fatto perché se ne parli il più possibile e uniti si riesce a raggiungere più persone. Tutto qua. Ciao.


    Rispondi | Quota
     marcaval

     11 luglio 2009

    Gli scioperi vengono sempre considerati inutili da chi non li vorrebbe , da chi li ritiene solo una scocciatura ma sono sempre stati l’unica arma concreta dei lavoratori per rivendicare i loro diritti … questo sciopero è invece e soprattutto un modo per far circolare informazioni sul tentativo di censura verso internet da parte del potere ed è importante parteciparvi anche considerando le altre importanti leggi antidemocratiche che stanno promulgando in questi giorni. Io ci sarò!


    Rispondi | Quota
     Manu

     11 luglio 2009

    @ Lara >>
    Grazie Lara :wink:

    @ dangp >>
    Ti sbagli caro Dangp, io non parto dal presupposto che le inizative di dissenso non servano a niente, al contrario. Come scrivo nel post, subito dopo la provocazione iniziale “Gli scioperi non servono a niente”, spiego perchè secondo me una manifestazione così fatta è inutile. Secondo me uno sciopero che vuole ottenere certi risultati si fa con numeri diversi.

    Per il resto, come scrivo in conclusione del pezzo: lode e gloria a chi quel giorno ci ha messo la faccia e ha detto no.

    @ marcaval >>
    Interessante obiezione la tua: forse consideri i blogger una categoria di lavoratori? Sarebbe bello discuterne, ma in ogni caso non penso che la conclusione a cui arriveremmo possa centrare qualcosa con il dibattito in questione: questo sciopero è a difesa di un valore, l’informazione, e NON di una categoria, i blogger.

    Poi, certo, tutti gli scioperi cercano di fare molto rumore su una vicenda in modo da spostare l’attenzione pubblica su quel tema, e questo sciopero non fa eccezione. In ogni caso, io credo in quel valore che si vuole difendere il 14 luglio, aldilà della mia critica (che parolone!) contro questo tipo di sciopero: è per questo che il 14 sciopererò anche io, ciao!


    Rispondi | Quota
     Ale

     12 luglio 2009

    Ciao Manu..è da tanto che non passo..come stai?
    Riguardo al post, condivido la tua idea, ma ancora non so se partecipare o no..probabilmente deciderò il giorno stesso..boh..


    Rispondi | Quota
     Manu

     12 luglio 2009

    @ Ale >>
    Ciao Ale, in effetti era un pò che non ti sentivo..
    Tutto bene? Io tra università, lavoro e blog ho finito le batterie del cervello… urge una vacanza!!!


    Rispondi | Quota
     pino galluccio

     13 luglio 2009

    Condivido l’analisi sull’inutilità di scioperi simili, ma anch’io parteciperò. Però qui un minimo di coordinamento ci sta, ad onore del vero. Almeno ci contiamo!!
    Diritto alla rete sta facendo un buon lavoro, c’è un logo per segnalare lo sciopero che altrimenti passerebbe sicuramente inosservato.
    Come sai Manuel, un mio pallino è stato sempre la creazione di una rete, un network di blog e siti che si coordinasse per iniziative concrete. Moltissimi in rete fanno, facciamo, un buon lavoro, ma siamo isolati e frammentati e non facciamo rumore. Una rete che moltiplicasse le forze sarebbe un sogno, se i bloggers superassero il limite della gelosia della propria creatura mettendo il proprio blog sempre avanti nella scala degli interessi.
    Due parole sullo strumento sciopero. Strumento ormai privo di senso, forse causa inflazione. Anche quando c’è partecipazione di massa sposta poco. penso ai girotondi, agli autoconvocati, a quelli scesi in piazza con cofferati, i pacifisti contro l’iraq. siamo scesi in piazza a milioni per portare sempre la frustrazione di non spostare una mazza.
    diciamo la verità la quotidianità degli sciperi, ha fatto si che la gente sia stufa, molto spesso a turno ineviamo contro gli sciperanti quando siamo imbottigliati nel traffico causa corteo o rimaniamo bloccati alla stazione.
    a napoli ci sono alemno due coortei al giorno, più i disoccupatiu organizzati che sono stanziali, ormai pezzi di monumenti cittadini…nessuno ci fa manco più caso.
    e qui c’è il limite dei partiti che non sono capaci, per inettitudine e per calcoli di bottega, di elaborare nuovi strumenti di protesta, di dissenso, di conflitto con il potere, magari coordinando ed usando l’enorme potenziale della rete. proponendo nuovi strumenti di protesta.
    faccio sempre lo stesso esempio.
    il centrosinistra ha più o meno 13 milioni di elettori. se il 20 % si impegnasse che so a boicottare mediaset, mondadori non copmprando e non guardando le tv, berlusconi sarebbe a terra in una settimana. vogliamo cacciare minzolini? lettera alla rai con rifiuito di pagare il canone finchè non se ne va e finchè il servizo pubblico non assicuri pluralismo. ma tutte le iniziative in tal senso, compresa quella lanciata da eco e PV anni fa, hanno sempre fallito, perchè la gente continua a non crederci e perchè i partiti per primi non usano quest’arma per paura, perchè è dirompente.
    quando partecipai al progetto PV (progetto valanga) all’avvio le aziende andarono in strizza…ci risposero multinazionali come la nestlè, la pampers…perndedno le distanze da berlusconi…capirano che se la cosa andava avanti per loro era un disastro economico…ma la gnete è pigra ed i partiti irrisero, per calcolo o per idiozia, all’inziativa che falli.
    immaginate una rete di blog che arrivasse a qualche centinaio di migliaia di contatti giornalieri, cosa fattibilissima come sappiamo. e questa rete volesse protestare contro una legge. basterebbe che so intasare e far saltare il sito del ministero dell’interno, le prefetture, telecom…
    vuoi protestare contro la fiat? fai una campagna per non comprare le auto di quella casa. pubblicizzando nel contempo la concorrenza…
    vuoi protestare contro la guerra in iraq? lanci una campagna contro i marchi di benzina che traggono profitto dalla guerra…
    insomma si poterbbe fare tanto, visto che gli scioperi, suquesto sono con manuel al 100%, ormai non servono ad un tubo.
    se non appunto a dire IO NON CI STO..not in my name…
    ma forse è poco, perchè è comunque una rivendicazione minimalista che non sposta niente…
    invece porprio in questi tempi cupi ci vorrebbero strumenti veri, armi di cambiamento.
    pino


    Rispondi | Quota
     Vincnezo Cucinotta

     13 luglio 2009

    Manu, mi dispiace, ma le tue conclusioni mi sembrano incongruenti, perchè stavolta nessuno ci impone di pronunciarci, è un scelta volontaria e l’accostamento a chi non firmò mi sembra del tutto inappropriato: peccato, perchè condividevo la gran parte della tua analisi, pervenendo a conclusioni del tutto opposte. Un saluto!


    Rispondi | Quota
     Manu

     13 luglio 2009

    @ jimmyfel >>
    Hei hei, le offese falle nel tuo giardino se ti divertono così tanto. Qui sul mio blog solo gente che ha qualcosa da dire, ok?
    Intanto ti cancello il commento.


    Rispondi | Quota
     pellescura

     13 luglio 2009

    il fatto che molte testate straniere si stiano interessando alla cosa in quanto è l’unico paese occidentale che potrebbe avere una legge del genere la dice lunga sulla non inutilità della giornata di protesta


    Rispondi | Quota


Lascia un commento

[Scegli l'immagine del tuo profilo]




DISCLAIMER
In questo blog non è applicata nessuna moderazione, ciò significa che sei libero di scrivere tutto quello che vuoi senza alcun limite o censura. Ovviamente valgono le regole di buona educazione e la presa di responsabilità delle proprie parole.

I commenti sono NoFollow Free; consideralo un regalo per chi lascia il suo parere :).

Ultima nota: le immagini avatar utilizzate a fianco dei nomi nei commenti sono prese da Gravatar. Se vuoi una immagine personalizzata da affiancare al tuo nome, vai su Gravatar.com, registrati e scegli la tua immagine!

Se vuoi leggerti il Disclaimer completo, lo trovi QUI.