Zlatan Ibrahimovic: il prototipo del calciatore moderno

Una delle cose che mi ha sempre affascinato è l‘incredibile pochezza e superficialità dei discorsi riferiti al calcio. Non che io sia il solito snob borghese che gioca solo a tennis (non ho mai preso in mano una racchetta in vita mia), anzi: mi piace vedere il calcio, ho la mia squadra del cuore, seguo le partite, bestemmio furiosamente contro gli avversari e se posso vado anche un paio di volte all’anno allo stadio. Ma la stupefacente pochezza delle argomentazioni e delle discussioni che si rivela in un qualsiasi discorso legato allo sport più seguito del mondo mi lascia sempre sgomento.
Prendiamo l’altro giorno. Ero con i miei colleghi (divisi rigorosamente secondo par-condicio: uno juventino, un milanista ed un interista): tutti e tre sbraitavano ed urlavano contro Ibrahimovic, reo di essersi trasferito al Barcellona e quindi mercenario e senza cuore per i tifosi. Mentre ero lì che ascoltavo i loro discorsi realizzavo l’intelligenza di Ibrahimovic, vero prototipo di giocatore moderno. Perchè il giocatore moderno non è quello che abbina capacità fisiche e atletiche a capacità tecniche, ma è colui che ha compreso la gigantesca recita di cui lui è l’attore principale. Ibrahimovic in questo senso è il prototipo del perfetto giocatore moderno; ha capito perfettamente quello che è il football: un enorme business mediatico e pubblicitario, nel quale contano solo lo spettacolo e i risultati. Punto. E con buona pace di chi ancora crede alle cosiddette “bandiere” (ossia giocatori che stanno per molti anni nella stessa squadra, a volte fino ad identificarvisi, in cambio di stipendi straordinariamente più alti dei loro colleghi, agiatezze di ogni tipo e un sicuro posto da dirigente per il fine carriera). Basta con questi discorsi pedanti sull’amore per la maglia, l’attaccamento ai colori e puttanate variegate in questa salsa; bisognerebbe a cominciare a pensare il calcio per quello che è: un lavoro come tutti gli altri. Avete mai visto un datore di lavoro chiede “attaccamento alla maglia” ai propri operai, o parrucchieri promettere di arrivare fino alla pensione nello stesso negozio?
In realtà credo che sarebbe tutto più facile se la stragrande maggioranza dei tifosi non fosse così ignorante. Uno dei punti su cui erano maggiormente d’accordo i tre “filosofi del calcio” (dandosi tra l’altro vicendevoli evidenti riconoscimenti d’intelligenza) era che appena arrivato a Barcellona, il nasone di Malmoë avrebbe rilasciato interviste in cui annunciava il suo amore per il Barcellona sin dai tempi in cui era un ragazzino (ipocrisie che aveva già fatto con l’Inter e la Juventus e che ha puntualmente ripetuto il giorno della presentazione a Barcellona). Tutto questo senza rendersi conto che la gran parte dei giocatori che arrivano nelle loro squadre del cuore giurano e spergiurano il loro amore eterno alla loro squadra, seppur magari avevano usato la stessa identica ipocrisia con la loro squadra precedente. E’ un pò come quando gli ultras di una squadra fischiano i giocatori di colore avversari, “dimenticandosi” che magari la loro sqaudra ne è piena zeppa. E’ questo il contesto del calcio, è questa la gente con cui ci si deve rapportare in questo show business. Qualcuno può ancora dire che il comportamento di Ibrahimovic sia sbagliato o immorale? Farsi stra-pagare per corrompere l’ignoranza dei tifosi e guadagnare cifre enormi dalla giostra di cui tu sei l’attrazione principale è ingiusto? Secondo è quanto di più logico ci si possa aspettare. Secondo me Ibra è il vero prototipo del calciatore moderno.
Tags: , barcellona, business, calcio, ipocrisia, riflessioni, SideBlog, sport, zlatan ibrahimovic


31 luglio 2009
Non credo che hai calciatori ineressi molto dei tifosi… se dimostrano il contrario è solo per interesse! E che interesse!!!
Rispondi | Quota