Censura Legale e nuovi metodi di censura

Il termine lo aveva inventato Paolo Barnard, a seguito della sua infinita diatriba giudiziaria nei confronti della RAI, ormai quasi 5 anni or sono. E per molto tempo era rimasto là, nei cassetti di qualche internauta un pò curioso, ma senza mai arrivare veramente alla luce della massa. In questi giorni però, c’è stato un ritorno di questo termine: Report che non ha la copertura legale, Annozero che non ha ancora i contratti firmati, direttori di Rete che non predispongono le strutture per il lancio dei programmi e, dulcis in fundo, organi di Garanzia che non garantiscono una cippa.
La storia dell’informazione ci aveva insegnato i basilari comportamenti della censura “vecchia maniera”. L’oscuramento delle notizie, prima di tutto: il primo, nonchè più antico e usato metodo di censura. Ma non solo: il minor rilievo alle notizie a favore di altre, la cosidetta “inversione di gerarchia delle notizie” (si pensi solo ai criteri con i quali vengono costruite le scalette dei telegiornali); l’“annacquamento”, ossia il subissare la notizia di informazioni inutili, dichiarazioni del Governo, comunicati, bollettini, e qualsiasi altra informazione che possa creare confusione e noia. E infine l’ultima ritrovato della metodologia censuristica mediatica: se le notizie sono talmente grandi da non poter essere nascoste, le si fa distruggere da una schiera di “esperti”, “intellettuali”, “consulenti” e “critici” pronti ad argomentare contrario per settimane e settimane, su ogni spazio che sarà dato loro.
Censura 2.0
Tuttò ciò tuttavia, era il passato.
Con la diffusione dei social network, della rete e della telefonia mobile, reperire informazioni non è più “IL” problema. Ora il problema è diventato non far nascere le notizie. Se il rubinetto lo chiudi alla sorgente, è molto meno problematico controllarne il corso.
Il caso di Paolo Barnard è solo uno dei “nuovi” metodi della censura modello 2.0. L’ultimo caso della stessa specie si è avuto nei confronti di Report, la trasmissione della Gabanelli, che a meno di un mese dal suo inizio si ritrova senza copertura legale. E che diavolo sarà mai questa “copertura legale”? E’ molto semplice: la copertura legale è la copertura degli avvocati in caso di denunce contro Report e i suoi servizi. Dal momento che Report è un programma di inchiesta, spesso viene citata in giudizio per cause milionarie (la maggior parte delle volte chi denuncia è una multinazionale) e senza l’appoggio legale degli avvocati RAI non potrebbe farcela da sola. Ecco spiegato come effettuare una censura perfettamente “legale”: senza copertura legale, i giornalisti desisteranno dal fare inchieste che potrebbero sconfinare in processi, con tanto di avvocati da pagare ed eventuali multe (teniamo conto che Report non ha MAI perso una causa).
Ma questo è solo il primo metodo. Un’altro, appena passato alle cronache, è quello relativo al caso “AnnoZero“. In sostanza il nuovo direttore generale di RAI2 Masi ha deciso di non rinnovare il contratto di Travaglio per la trasmissione AnnoZero. Semplice, pulito, nessuno scandalo. Nessuno può incriminarmi perchè ti ho censurato, dal momento che io non ti ho vietato di dire certe cose invece che altre. Semplicemente non potrai più dire niente. Bye bye.
Un metodo invece di censura più “nazionale” è quello relativo ai finanziamenti pubblici all’editoria. Si tratta del vecchio e annoso problema dei finanziamenti ai giornali: aumentando o diminuendo i fondi ai giornali li si può tenere tutti bene in riga, tutti sull’attenti. E’ quello il guinzaglio che permette ad un Governo di tenere contemporaneamente il controllo su più testate giornalistiche, anche se formalmente non li controlla nemmeno per una azione.
Il problema è la fonte
Non è più il Min.Cul.Pop. Non è più Goebbels. E’ ancora peggio: è censura preventiva e perfettamente legale. Questi metodi sono ancora più subdoli delle censure tradizionali perchè non attaccano frontalmente il giornalista, ma lo colgono alle spalle (per usare una espressione di Barnard), lasciandolo privo di copertura e incapace di gridare alla censura, dato che di censura, nel senso tecnico della parola, non ve ne è mai stata.
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23 settembre 2009
Hi Manu,
a proposito della Libertà di Stampa: se non hai guardato la puntata di Lunedì 21 settembre di Matrix ti consiglio di trovarla e guardarla.
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23 settembre 2009
@ SmxWorld >> Fra Gasparri, Feltri e i servizi di Matrix… una perfetta lezione di come far sparire un elefante in un campo di calcio
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27 settembre 2009
Scusate, non saprei dove altro scrivere: ma dopo la manifestazione Agende Rosse di ieri, non essendoci potuta andare mio malgrado, ho cercato di avere notizie ufficiali (perché di ufficiose ne ho avute a iosa dai tanti amici che sono andati a Roma) sui vari quotidiani. Ma nessuno che scriva due righe? Ma è una vergogna!
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28 settembre 2009
@ SmxWorld >>
No, non l’ho vista… e non la trovo neanche!
@ Silvia >>
.. Ti immagini tutti i giornali che sbattono in prima pagina la vergogna delle trattative Stato-Mafia? Sarebbe quasi da paese democratico…
Mi sarei sorpreso del contrario cara Silvia
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