La contraddizione ignorante

E’ interessante notare le argomentazioni di molte persone a proposito del tema immigrazione.
Molti di loro hanno il medesimo approccio “Dovremmo mandarli via tutti, perchè sono tutti uguali”. Questo atteggiamento da giustizia sommaria, tipico di un contadino degli anni 50, non sarà nuovo a nessuno. La cosa interessante, però, è che quando a qualcuno di questi gli si fa notare l’assurdità dell’affermazione, portando casi concreti di amici, colleghi o conoscenti che fanno eccezione a questa “incontrovertibile verità” (sono tutti uguali), essi non fanno che annuire e piegare la testa di fronte all’esempio lampante.
La cosa triste, in realtà, di tutta la vicenda è che queste persone si contraddicono continuamente, riuscendo a pensare due concetti contraddittori (”sono tutti uguali”, “ma qualcuno fa eccezione”) contemporaneamente con una semplicità ed una ignoranza da caso patologico.
Il fenomeno dell’immigrazione è un fenomeno complesso, che deve essere studiato analizzando le sue origini storiche, nonchè le sue motivazioni sociali ed economiche. E’ sempre è un peccato che le persone che sappia come si risolve il fenomeno dell’immigrazione siano troppo impegnate a guidare taxi o tagliare capelli.
In primis: il fenomeno dell’immigrazione non è un fenomeno di “destra” o di “sinistra”. Questi argomenti possono andare bene durante le campagne elettorali, per le casalinghe di Voghera che si nutrono a Studio Aperto e TG4 (quando guardano i telegiornali, nelle pause del Grande Fratello).
Diceva bene l’altra sera Rosy Bindi, ad AnnoZero: l’enorme aumento dell’immigrazione che si è registrato negli ultimi mesi è dovuto soprattutto all’effetto della crisi economica globale. E’ il mondo che si è impoverito, non solo l’Occidente. O nel panico di non poterci comprare il telefonino all’ultimo grido ci siamo dimenticati che anche l’Africa fa parte del mondo? Pensate agli ultimi della Terra, e all’effetto della crisi globale sulle loro vite.
Ma torniamo al discorso iniziale.
Quando anche il più becero e pescivendolo dei razzisti si ferma a pensare, arriva ad ammettere che conosce qualche immigrato, collega o conoscente, che “non è come gli altri”.
Quindi il problema sono “gli altri”, ossia quelli che delinquono. Accidenti, bella conclusione!
Potrei facilmente argomentare che se una persona delinque deve essere arrestata e condannata in quanto delinquente, e non in quanto immigrato, sia esso bianco, nero o fucsia. Ma non è questo il punto del discorso.
Il punto fondamentale è: escludendo il segmento criminale che esiste in ogni popolo (lo siamo stati e continuiamo ad esserlo noi, con l’esportazione della mafia del mondo, in particolare negli Stati Uniti), perchè all’immigrato “conviene” venire in Italia a delinquere?
Questo è il punto fondamentale.
L’Italia gode dell’apparato giudiziario più lento e burocratizzato del continente, frutto di una scellerata gestione della giustizia negli ultimi vent’anni. In Italia conviene delinquere. Tra leggine, codicilli, proroghe, amnistie, indulti, prescrizioni sempre più brevi, la certezza della pena non esiste. In Germania, ad esempio, la pena massima è 15 anni, ma quando una persona viene condannata a 15 anni li sconta tutti, dal primo all’ultimo.
In Italia la quasi totalità dei furti non viene perseguita; mettere in atto minacce o vere e proprie aggressioni fisiche, comporta qualche seccatura solo se si esagera, ma generalmente pure queste finiscono nel dimenticatoio.
Senza contare il fatto che i fondi alla Giustizia vengono puntualmente ridotti, e che con la prossima legge sulle intercettazioni sarà quasi impossibile inseguire i delinquenti.
E’ inutile urlare di essere sempre più cattivi con gli immigrati se contemporaneamente non si rende più snella ed efficace la giustizia.
Un discorso particolare merita il tema dell’integrazione.
In Italia ci hanno indotto a credere che abbiamo il più alto numero di immigrati d’Europa. Il dato è ovviamente falso e viene smentito ad ogni uscita delle statistiche europee . L’Italia si trova al quarto posto nella classifica, dopo la Spagna, la Germania e la Francia. Perchè allora questi paesi non hanno un “problema” immigrazione?In primo luogo questi paesi hanno una struttura sociale e burocratica di integrazione estremamente migliore e più efficiente della nostra. In questi paesi gli immigrati vengono trattati alla pari, e non discriminati come succede in Italia. Basti pensare alle classi separate o ai continui atti violenti di razzismo, figli di un’allarmismo e di una profonda ignoranza razzista e xenofoba alimentata dai media e dalla politica.
Prendi tutti questi ingredienti, mischia bene, e il cocktail è servito: i migliori immigrati, quelli che hanno un titolo di studio e delle aspirazioni vanno nei paesi più progrediti d’Europa, dove vengono accettati e integrati, e noi… noi ci becchiamo il resto.
Pensateci un attimo: in Italia un uomo come Obama, figlio di un immigrato kenyota, sarebbe mai riuscito a diventare Presidente della Repubblica?


6 febbraio 2009
E’ un’ottimo articolo Manu, complimenti!
Non sapevo fossimo con il sistema giudiziario più lento d’Europa..bè, immaginavo però!
Il fatto è che, come dici giustamente a fine post..gli immigrati migliori se li prendono gli altri paesi, noi, i delinquenti!!
sia chiaro ora, non voglio dire che tutti vengono qua per delinquere. Ci sono molti disperati con una famiglia a carico che cercano la fortuna qua..come noi cercavamo l’America, andando in america appunto.
Però, è anche vero che molti trafficanti (droga e sesso) specialmente dei paesi dell’est, trovano qua vita facile e creano delle solide organizzazioni, ovviamente grazie anche a complici nostrani!
Un saluto,
Luca
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6 febbraio 2009
Purtroppo tanta gente è priva di cultura, ma soprattutto abbiamo i mezzi di informazione che premono sui cervelli per renderli piatti, incapaci di comprendere.
E’ la gente che ha votato questo governo, quella che torna a casa dal lavoro e mangia e beve e … al ritmo di mediaset.
Ciao Manu
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6 febbraio 2009
In Italia è tuto più lento, in particolare il cervello della maggioranza deglia elettori
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7 febbraio 2009
@ LuCa >>
Bravo Luca: hai ricordato un punto che molti spesso si dimenticano. La connivenza con la criminalità nostrana.
Un saluto.
@ Lara >>
Claro che si, Lara.
A proposito: bella la locuzione “a ritmo di mediaset”. Mi sa che te la rubo
@ pietro >>
Direi che siamo… coerenti!
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8 febbraio 2009
Non conosco le situazioni tedesche e francesi, ma per certo ti posso dire che anche in Spagna ci sono episodi razzisti come da noi. La quantità degli episodi razzisti venuti a galla per mezzo della cronaca dei giornali non è l’unico indicatore per vedere se un paese è tendenzialmente razzista o meno.
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9 febbraio 2009
@ Alex >>
Certo che anche negli altri paesi vi sono stati (e sicuramente ci saranno) degli episodi razzisti. La mamma degli imbecilli è sempre gravida, ma soprattutto non ha nazionalità.
Quello che dicevo io è che tale odio e xenofobia non vengono alimentate dagli partiti politici per propri tornaconti personali elettorali.
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9 febbraio 2009
Non lo so Manu. Per dirlo uno dovrebbe conoscere in modo aprofondito la situazione politica di questi paesi. Tu le conosci così bene?
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9 febbraio 2009
anzitutto bisognerebbe comprendere che i fenomeni migratori non sono un problema sociale, ma storico. Poi riflettere sul fatto che spesso razzismo e classismo sono categorie sovrapponibili: mai visto grosse discriminazioni verso i giapponesi che albergano a cinque stelle…
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9 febbraio 2009
@ Alex >>
Non ho la pretesa di considerarmi un esperto (perchè non lo sono), ma sia per gli studi che ho fatto, che per le letture e i viaggi personali, posso dire di conoscere approfonditamente la situazione degli altri paesi europei.
Poi, ovviamente, io non posseggo la verità assoluta, ma cerco di portare il mio contributo, le mie esperienze e le mie conoscenze alla discussione
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@ riccardo gavioso >>
Hai preso in pieno il punto del discorso Riccardo: si colpiscono i più deboli perchè non si possono difendere e sono utili a fini elettorali, mentre gli altri immigrati (quelli che soggiornano negli alberghi a 5 stelle) sono portati sul palmo di mano.
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