Elezioni europee 2009: l’inizio della fine

Per scoprire come va il mondo io uso un metodo abbastanza efficace: leggo le prime pagine di Libero (quotidiano ossimoro) e del Giornale (quotidiano del padrone) e ribalto le informazioni. E’ un metodo non convenzionale, ma vi assicuro molto molto efficace.
Infatti, vado a vedere le prime pagine dei due suddetti giornali e trovo: “Sinistra KO” e “Hanno mandato il PD a quel Pais”. A questo punto mi è chiaro come Berlusconi sia uscito con le ossa rotte da questa tornata elettorale.
Vado a leggermi i dati e rimango meravigliato: ancora una volta il vecchio Indro ci ha visto giusto. Una famosa frase di Indro Montanelli, infatti, diceva che il miglior antidoto a Berlusconi era Berlusconi stesso. Ossia: fatelo governare e poi vi accorgerete voi stessi di che cosa è capace. Inutile dire che il vecchio Indro ci ha azzeccato ancora: segnatevi questa data, è cominciata l’inizio della fine.
Inizia la discesa
La discesa di Berlusconi è imbarazzante. Il PDL è riuscito a perdere in un anno il 3% di voti, passando dal 38% circa delle scorse elezioni politiche al 35%. Un calo di quasi 3 milioni di voti, con una variazione relativa del 20%. Ergo: Berlusconi ha perso un elettore su cinque dalle scorse elezioni.
La batosta è ancora più imbarazzante se si considera che il Cavaliere aveva messo il suo nome e la sua faccia a queste elezioni, nominandosi capolista in tutte e 5 le circoscrizioni. Con 2.706.791 mila voti, è questo il suo peggior risultato personale alle politiche europee, peggiorando sia le elezioni del ‘94, sia quelle del ‘99, che quelle del 2004. Sia Debora Serracchiani in Friuli, che Simona Caselli a Parma hanno battuto Berlusconi.
Tre piccole note.
Primo, 2.706.791 mila voti su 50 milioni di elettori è il 5.41%. Voglio proprio vedere la sua faccia la prossima volta che dice di avere il 75% di consensi.
Secondo, signori si nasce e io, modestamente lo nacqui, diceva il grande Totò. E’ bello vedere l’onestà intellettuale di certi individui: appena uscita la notizia della sconfitta elettorale, il sito del PDL ha subito pensato a chi dare la colpa della sconfitta;Fini e Veronica Lario.
Terzo, Mastella è ritornato a fare quello che più gli riesce nella vita. Scaldare poltrone.
Una lucina verde
Ma i due veri partiti crescenti sono sempre loro: i celoduristi del comandante Bossi e gli sgrammaticati di Di Pietro, segno evidente che chi alle parole fa seguire i fatti, chi è coerente con le promesse fatte agli elettori, chi parla al cuore e al portafoglio delle persone viene premiato. Anzi, per la precisione sono stati gli unici due partiti a vedere aumentati i loro voti.
Vi sono però enormi differenze però tra i due partiti.
La vittoria della Lega, che è stata fatta passare come “trionfale” dai media, è in realtà molto modesta. I voti “verdi” sono stati 3.126.915, con un aumento di 102.157 voti rispetto alle elezioni politiche del 2008, appena il 3,4% in più.
Di ben altra portata è il successo del guerriero di Montenero di Bisaccia, che porta a casa ben 859.037 voti in più rispetto alle elezioni 2008, con un aumento relativo del 53,9% (ossia praticamente raddoppiando i voti). E’ l’aumento più sostanziale sia in termini relativi che assoluti a livelli nazionale.
Per l’Italia dei Valori, oltre alla coerenza della linea di opposizione e alla chiarezza dell’operato, è sicuramente valso il peso delle personalità portate in campo, da De Magistris a Sonia Alfano a Carlo Vulpio, persone con di una onestà morale e intellettuale ampiamente riconosciuti.
Perdenti si nasce
Chi invece si aspettava un risultato deludente è il Partito Democratico delle mille correnti, delle mille facce e dello zero orgoglio. Con addirittura oltre 4 milioni di voti persi, ed una debàcle relativa del 33,8% rispetto alle elezioni del 2008, il partito di Franceschini ha molte cose da mettere a posto. Un elettore su tre delle precedenti elezioni è stato perso. Molti sono andati da Di Pietro, molti altri si sono astenuti.
Primi indiziati di questa sconfitta sono assolutamente i vertici del partito, che nella loro infinita codardia di denunciare le malefatte di questo governo, nel loro continuo dividersi su ogni questione, nella loro perseverante “paura” di fare opposizione, nella loro ristrettezza mentale di non voler attaccare il Cavaliere, si sono ritrovati con le braghe calate e il culo per terra. Bene invece hanno fatto i candidati venuti “dal basso”: ottimi risultati personali per Debora Serracchiani, Simona Caselli e David Sassoli.
Altro perdente illustre di questa tornata elettorale è il bipartitismo.
La volontà inciuciosa di Berlusconi e Veltroni di trasformare l’Italia in due contenitori politici dove buttare dentro tutto e il contrario di tutto, ha ricevuto un secco NO da parte degli italiani. Sono oltre 11 milioni e mezzo gli elettori votanti che non hanno scelto i due maggiori partiti, respingendo in toto l’idea di appartenere politicamente ai berluscones o ai piddini. Aldilà delle considerazioni di merito, l’Italia non è pronta per il bipartitismo.
Il partito invisibile
Ed infine, partito di maggioranza si conferma ancora lui: il partito degli astenuti, di coloro che per scelta, per denuncia o per scarso interesse politico hanno deciso di non votare. Incredibili le percentuali: il33% degli aventi diritto, ossia quasi 16 milioni e mezzo di elettori.
Incredibile: se tutte queste persone formassero un partito sarebbe lo schieramento con la maggioranza più vasta mai avuta nel Parlamento italiano. Il problema poi sarebbe solo dove piazzarsi, se a destra, al centro o a sinistra. Ma a questo penseremo un’altra volta. Oggi è tempo di respirare una nuova aria. Aria di tempesta.
Tutti i dati sono presi dal Ministero dell’Interno e da Repubblica.
Tags: , astensione, berlusconi, di pietro, Elezioni, europa, idv, lega nord, mastella, pd, pdl, Politica, sconfitta, voto

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9 giugno 2009
…e noi qui. Ad aspettare non so cosa, un cambiemto, che sicuro ci sarà. Ma sarà migliore?! Sono piuttosto pessimista…
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9 giugno 2009
mah vedo che sei ottimista
non credo sia l’inizio della fine di silvio, ma forse una naturale oscillazione, forse con una lieve saturazione da iperprotagonismo.
sulla lega: d’accordo che percentualmente non e’ cresciuta tantissimo, ma partiva da una base già molto ampia. in moltissime amministrazioni di lombardia e, soprattutto, veneto, è quasi maggioranza assoluta, un po’ come il pc ai bei tempi nelle regioni rosse. ah.. la lega ha sfondato nelle regioni ex-rosse\rosee: l’11% in emilia, con punte del 20%, ed oltre il 5% nelle marche, a perugia e in diverse aree della toscana non e’ affatto poco. infine, perfino in alcune località del sud ha sfondato (a scilla, costa tirrenica reggina, ha sfiorato il 20%).
questo perché ha perso la sua natura di partito autonomista (seppure stucchevolmente nel nord continuano a ritenerlo tale, oltre che, perennemente, “il nuovo”) ed è diventato unicamente partito razzista e xenofobo. in altre parole: neonazista.
troverà un sacco di compagnia al parlamento europeo. c’è da aver paura.
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9 giugno 2009
[...] è quella pubblicata da ManuBlog, dal titolo Elezioni europee 2009: l’inizio della fine. Dove si legge che quella che da più parti è stata spacciata per una piccola flessione del PDL [...]
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9 giugno 2009
Alcune note:
ho letto a più riprese l’argomentazione sulle gesta di Serracchiani e Caselli ma onestamente non capisco che valore abbiano.
Il Friuli non è una circoscrizione, né tanto meno Parma.
Se qualcuno ha superato Berlusconi in un singolo luogo, buon per lui, ma come argomentazione è pretestuosa. Sono convinto che a Ceppaloni Mastella abbia battuto Berlusconi, dobbiamo fargli i complimenti?
I risultati dell’ IdV sono spettacolari e graditissimi, ma dipendono clamorosamente da De Magistris. Ci si dimentica presto dell’Europa (tant’è che è il luogo dove andrà in ritiro Mastella) e quando si tornerà a guardare all’Italia tutto sarà in discussione (tant’è che da queste amministrative è uscito ridimensionato rispetto all’europa sia nelle vittorie nere che in quelle rosse).
Un dato significativo che ancora non ho trovato discusso da nessuna parte è stato il voto sardo. La Sardegna è la più vecchia delle nuove acquisizioni berlusconiane e a quanto pare ha già cambiato idea. Questo è il dato che più mi fa sperare per le prossime amministrative, più che il dato nazionale.
Per capire che PDL è male, apparentemente, richiede il tempo equivalente alla durata dell’attuale amministrazione regionale sarda.
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9 giugno 2009
Davvero un ottimo articolo. Mi sono permesso di citarlo sul mio blog (come vedi qui sopra), spero non ti dia fastidio
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9 giugno 2009
Ottima analisi….soprattutto rincuora!
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9 giugno 2009
Io mi aspettavo qualcosa in più sinceramente
spero si svegli presto… 

…che io detesto
però magari…ora alzerà la cresta e cominceranno a litigare tra di loro
E’ evidente che ancora non c’è una presa di coscienza della gente verso la corruzione
Io ho votato Sonia Alfano solo per questo…non di certo perchè penso possa fare qualcosa in un Parlamento senza potere legislativo come quello europeo…
Un dato positivo potrebbe essere quello della lega
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9 giugno 2009
E’ il commento più lucido che abbia letto sulle elezioni; complimenti.
P.S.: ti confesso che anche io seguo un metodo molto simile al tuo: per farmi un’idea della verità e della realtà, leggo i giornali del Cavaliere e poi, in gran parte, penso al contrario di ciò che ho letto. Normalmente funziona bene. Spero comunque che ci lascino almeno la possibilità di formarci a modo nostro un’idea della verità.
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9 giugno 2009
@ maraptica >>
Beh cara Sarah, il cambiamento è sempre portatore di miglioramenti per sua stessa natura fenomenica. E poi, cosa ci può essere di peggio di tutto quello che abbiamo già visto?
@ ventopiumoso >>
Caro Ventopiuomoso, qualche migliaio di elettori può essere considerata una oscillazione, ma 3 milioni di elettori no. Se tre indizi fanno una prova, 3 milioni di elettori fanno una sconfitta.
Quello che dici sulla lega è vero, ed è effettivamente imbarazzante notare l’avanzamento in certe zone d’Italia, tradizionalmente rosse. Quello che volevo far notare è come i numeri, se letti in un certo modo, possono farti vedere qualsiasi cosa. La lega ha aumentato sì i suoi elettori, ma in realtà del 3,4%, un risultato assai modesto per poter parlare di “vittoria verde”.
Condivido anche le tue parole sulla vera natura del partito: prima i terroni, poi roma ladrona. Con queste premesse di poteva agguantare il voto del nord, al massimo, ma comunque troppo poco per poter puntare a qualcosa di più. Ecco allora l’allargamento della cerchia dei nemici ai bingo bongo, agl immigrati e ai rom. Con questi obiettivi, è facile per molti italiani identificarsi nella Lega. Anche se abitano in Molise.
@ Agente Mangiariano >>
Aldilà della mera vittoria, io volevo sottolineare come due ragazze venute su dal nulla, e con il solo appoggio delle proprie idee, abbiano battuto il “mostro”. La sfida Davide contro Golia, aldilà che si stia giocando per un pacchetto di sigarette, è sempre ricca di spunti. Soprattutto quando vince Davide.
Il discorso su Mastella invece, penso sia diverso. “Aeroplanino” era comunque a capo di un partito che in quelle zone, ha sempre votato Udeur. Quindi la vittoria del ceppalonico mi sembra meno sorprendente.
Hai ragione quando dici che i risultati dell’Idv dipendono in buona parte da De Magistris, ma mi sembra una motivazione alquanto pretestuosa. Sarebbe come dire che l’Inter vince perchè ha Ibrahimovic. E’ vero, ma è proprio perchè Ibrahimovic fa vincere, che l’Inter l’ha preso. Riportando il discorso alla politica, ha fatto benissimo Di Pietro ha portare alla ribalta questi personaggi (Sonia Alfano, Carlo Vulpio) che poi hanno comunque dovuto portare la loro faccia e le loro idee davanti agli elettori.
Sono abbastanza d’accordo con te sul fatto che le elezioni europee non siano troppo sintomatiche delle elezioni politiche. Ma rimangono comunque un ottimo segnale per studiare i flussi elettorali. Chi ha votato pdl ed è contento del suo operato, ha rivotato pdl. Chi ha votato pd è e stato deluso, non lo ha votato. Alla fine, i dati aggregati forniscono una fotografia abbastanza precisa della situazione politica.
Grazie per la segnalazione della Sardegna, non ci avevo fatto caso. In questi giorni magari ci faccio su un bel post..
Grazie per il contributo, torna quando vuoi, ciao!
@ Vittorio >>
Assolutamente nessun fastidio Vittorio, anzi ti sono grato per la citazione!
@ tati >>
Lo sapevo che dovevo fare lo psicologo…
@ Alba Kan >>
Bisognerà vedere come si evolverà il rapporto PDL-Lega, dopo questa tornata elettorale. Non credo litigheranno, però. Sono troppo dipendenti l’uno dall’altro: Berlusconi non può atturare nessuna riforma senza la Lega e la Lega non può muoversi senza il PDL.
@ Chiari Alessandro >>
Grazie per i complimenti Alessandro
Riguardo al mio metodo.. devo dire che poche volte fa cilecca, ma nella maggior parte dei casi ci prende benissimo!
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9 giugno 2009
Lieto di averti dato uno spunto e permettimi alcune considerazioni aggiuntive:
la Serracchiani (ogni volta che devo scrivere il suo nome sono costretto a un fastidioso scroll-up) non mi risulta essere completamente sconosciuta e cmq forzare un argomento di trionfo a quel modo mi riporta alle elezioni in cui vinse Prodi: potevi girare per Roma trovando cartelli di ringraziamento di ogni colore immaginabile (quello perché era il più votato in città, l’altro in provincia, uno era la star di quella circoscrizione, un altro ancora di un altra, e poi la regione… e tutti, ognuno a suo modo, avevano vinto qualcosa).
De Magistris non è Ibrahimovic (per questo ho fatto copia e incolla): il secondo gioca tutte le partite, il primo, purtroppo, tira un solo carro. Qualche europee fa ebbero uno straordinario risultato i Radicali e addirittura si parlava di Emma Bonino presidente e poi… E poi lo sai.
L’esperienza IdV può essere diversa perché Tonino è tosto, lo spessore dei suoi attuali eletti è altissimo, il partito è più concreto e ha a fianco un ottimo sponsor come Beppe Grillo e uno strumento pervasivo come la rete, ma il traino De Magistris non c’è nelle amministrative.
Personalmente suggerirei di fondere a livello locale le liste a 5 stelle con l’Idv ove presenti entrambe per confermare la formula vincente di queste europee (guarda caso se sommi i risultati delle due liste il risultato, per molti comuni, è proprio il 7-8%).
La vittoria di Mastella non è clamorosa ma Ceppaloni ha 3000 abitanti, la circoscrizione è enorme (6 regioni) e il PDL presentava una valanga di candidati.
Cmq siamo d’accordo: i risultati di questi semi-sconosciuti sono dei bei segnali.
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10 giugno 2009
Ancora troppi sono andati a votare!!!
PS: ho parlato con un ragazzo di 20 anni di votazioni, la sua risposta è stata… “sono andato a scarabocchiare la scheda per non perdere il diritto di voto!!!”… …noi blogger dovremo cominciare la campagna informativa per il popolo bue: votare è un diritto, non un dovere, se la gente comprende questo, la prossima volta i partiti diventano 2…quello delle liste civiche di Grillo e quello dello sgrammaticato!!!
La rivoluzione è iniziata, la crisi mondiale farà il resto!!!
Ciao
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10 giugno 2009
Una segnalazione di campanile, ma comunque interessante. A Novara, città del sindaco leghista Giordano, rieletto con il 60% al primo turno tre anni fa, città di Cota, la lega è calata di 3 punti. Al secondo mandato, le promesse mancate di chiudere moschee e scacciare i nomadi, hanno stancato. Negli ultimi 15 anni Novara ha anticipato i trend nazionali… che sia così anche questa volta?
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10 giugno 2009
@ Agente Mangiariano >>
Forse ho esagerato un pochino, ma sai mi piace questa Serracchiani… sarà l’aria da brava ragazza, sarà perchè quando parla mi trovo d’accordo con lei il 90% delle volte…
Scusa Agente, permettimi di farti notare che è ovvio che il traino di De Magistris alle amministriative non c’è stato: De Magistris si candidava alle europee, mica alle provinciali!!
Personalmente non credo che il vecchio Beppe sia d’accordo
. Credo che non voglia nessuna “contaminazione” con nessun partito politico. Poi magari un giorno chissà…
@ Mr. Nessuno >>
Credo comunque che in molti sappiano già che votare è soprattutto un diritto (e anche un dovere). E penso che noi blogger (che nome impegnativo! mi trovo sempre in difficoltà quando lo devo usare..) dobbiamo fare quel lavoro di approfondimento che i media non fanno. Non dobbiamo trasformarci in comitati di campagne elettorali.
…Azz! Complimenti per la risposta che ti ha dato quel ragazzo…
Poi ognuno è libero di fare quello che vuole, of course..
@ marco >>
Magari si seguisse questo trend, caro Marco!! Purtroppo a sensazione mi sa che i celoduristi resteranno ancora un pò sulla cresta dell’onda: fare il razzista paga sempre!
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10 giugno 2009
Non so se posso definirmi un blogger perchè ne ho ancora uno ma non ci scrivo da diverso tempo in quanto ho cominciato ad usare il sito di Current; so però che anche io mi sento imbarazzato di fronte al termine blogger: mi sembra troppo importante e supponente. Condivido pure assolutamente sulla necessità che debba esistere qualcuno disposto a fare, tramite la rete, il lavoro di approfondimento non svolto dai media; questo è esattamente quello che mi sono preposto da quando ho iniziato ad usare internet per esprimere le mie idee ed ho sempre cercato di farlo nel modo più oggettivo possibile, tanto è vero che cito sistematicamente le fonti a cui attingo per i miei commenti (affinchè ognuno abbia la possibilità di controllare) e sono tutte fonti che devono avere il requisito dell’attendibilità. So, infine, di avere delle idee politiche abbastanza precise e se (forse) non dobbiamo trasformarci in comitati di campagne elettorali, non credo proprio di poter fare a meno di esternare con forza tali convinzioni.
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10 giugno 2009
Ed infatti alle amministrative IdV è rimasta attorno al 4% (meno dove ha vinto il PD, più dove ha vinto il PDL).
Il timore che sto cercando di condividere è proprio questo: spero che l’ottimo risultato europe di IdV non sia soltanto un fuoco di paglia (come quello che illuse i radicali un paio di europee fa).
IdV ha bisogno fortemente di consolidare e non può farlo moltiplicando Gesuofilamente i De Magistris.
Una fusione con le liste civiche ***** potrebbe risolvere parte del problema e non credo che sia un’idea così compromettente: ho visto almeno un caso in cui una lista di Grillo candidava un sindaco a mezzo con l’IdV, in alternativa al PD.
A livello locale potrebbe essere una soluzione e si ripercuoterebbe positivamente su Di Pietro nelle prossime politiche.
Cmq in definitiva il discorso è questo: le mie speranze, come quelle di molti, sono riposte in quell’ 8.0%, un risultato potente e debole nello stesso tempo. Ed è bene saperlo che è così, perché gli allori seccano in poche settimane (e posso testimoniarlo personalmente perché fresco di laurea).
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10 giugno 2009
Allego il programma ***** di Perugia. Mi sembra che ci possano essere (e che addirittura ci siano) molti punti di contatto. E, quando ci sono, si può più che tranquillamente lavorare insieme. Se a questo aggiungi che nel sito di Beppe Grillo sono stati ufficialmente proposti agli elettori italiani i nomi di Luigi de Magistris e Sonia Alfano …..
P.S.: c’era anche un commento che, all’incirca suonava così: Mastella è stato eletto per parlare dei problemi dei mafiosi, Sonia Alfano per eliminarli (i mafiosi)
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10 giugno 2009
Vedo che come al solito, negli ultimi tempi, i contributi più interessanti arrivano non dai giornali ma dai blogger. Gli spunti che fornisci meritano una riflessione approfondita.
Anch’io ho scritto un articolo su queste elezioni, ponendo però l’accento sulll’influenza che ha avuto finalemente la Rete.
Secondo me si tratta di un vero e proprio giro di boa.
Chi vuole può leggere il post qui: http://tinyurl.com/mc4cpn
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10 giugno 2009
@ Chiari Alessandro >>
Anche io uso Current, ma principalmente per postare le notizie. Tu lo usi in maniera diversa? Mi piacerebbe sapere qualcosa in più
Anche io ho delle idee politiche abbastanza nette, ma secondo l’importante è non diventare schiavi delle nostre idee ma confrontarci sempre. Altrimenti rischiamo di fare la fine degli stessi “mostri” che critichiamo ogni giorno…
@ Agente Mangiariano >>
Chissà, magari in un futuro non tanto lontano vedremo Beppe Grillo eletto nelle file dell’Italia dei Valori…
Utopia? Lo credo anche io, ma se guardate l’ultimo video di Grillo 168, il comico afferma entusiasta “Abbiamo fatto una vittoria alle amministrative, adesso le regionali e poi il Parlamento!”.
Per Di Pietro mettiamola così: ha passato l’esame a pieni voti, ma il percorso per la laurea è ancora lungo…
@ Matteo Santiloni – IstintoWeb >>
Ti ringrazio Matteo per i complimenti.. anche io credo che un contributo fin troppo sottovalutato l’abbia dato la rete. Pensiamo solo a Sonia Alfano, la donna con più preferenze d’Italia, senza essere mai apparsa in televisione.
Ho letto il tuo post e mi trovo d’accordo con te; bel blog, tornerò a leggerlo più spesso, ciao!
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10 giugno 2009
E’ difficile che sia io a poterti fornire ulteriori informazioni sul modo in cui usare current perchè, da vecchietto quale sono, confesso una discreta ignoranza in materia di navigazione. Posso però fare una cosa: ti allego l’ultimo commento che ho inserito, in modo tale che (se na hai tempo e voglia) puoi andare a vedertelo e capire il mio uso di current. http://current.com/items/90182158_prima-poi-ora.htm#
Anche per quanto riguarda l’importanza di non diventare schiavi delle nostre idee ma di confrontarci ogni giorno, concordo al 101%, tanto è vero che, pur avendo votato IDV, oggi ho inviato un messaggio per chiedere quali sono i criteri con cui sono stati scelti i nomi dei candidati che ci rappresenteranno al parlamento europeo.
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10 giugno 2009
Per Matteo Santiloni.
Anche secondo me si tratta probabilmente di un vero e proprio giro di boa. E forse, tenendo conto della legge sulla restrizione
della possibilità di esprimersi liberamente sul web, c’è anche qualcun altro che ha cominciato a capirlo e/o a temerlo.
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10 giugno 2009
Il fatto che hanno dovuto capire l’importanza della rete li spingerà sempre più verso il bavaglio.
D’accordo il giro di boa, ma l’Italia è pronta per opporsi seriamente a questa prospettiva?
Intanto continuano ad andare avanti leggine antidemocratiche…
Sui referendum che opinioni avete?
I primi due punti sono da bocciare ma anche il terzo non mi convince.
Disertare il voto o votare no per sostenere il prestigio dell’istituto referendario?
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10 giugno 2009
@Manu: mi fa molto piacere che ti piace il mio blog
@Chiari Alessandro @Agente Mangiariano : mettere troppi bavagli alla rete, oltre ad essere un qualcosa di non semplice, sarebbe una deriva autoritaria molto palese … troppo palese per non suscitare reazioni di ogni tipo.
Quello che personalmente mi fa incavolare come una bestia è che la maggioranza dei politici si credono superiori alle persone e quindi mal sopportano mezzi democratici come la rete. Quando vedo questa gente, di destra e sinistra, che si indigna per una parolaccia di Grillo e non dice nulla di schifezze immonde che accadono giornalmente, mi sale un senso di vero e profondo di schifo. Bisogna svegliarsi, informarsi, parlare con amici e parenti e alla fine votare. In questo momento il non-voto è pericoloso. Grazie alla rete tanta gente sta aprendo gli occhi, speriamo che non sia troppo tardi.
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10 giugno 2009
Direttamente dal blog di Google:
http://bit.ly/JQxlW “Cosa c’entrano i blog con le intercettazioni?”
stanno preparando la polpetta avvelenata?
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10 giugno 2009
@ Chiari Alessandro >>
Current mi sembra un ottimo social network e un ottimo rifugio libero.. purtroppo non è molto conosciuto/usato in Italia…
Interessante la mail che hai mandato all’IDV. Se ti fa piacere, quando (e se) ti rispondono, puoi dirmi le risposte.. magari ne viene fuori qualcosa di interessante
@ Chiari Alessandro >>
I blog diventeranno più influenti dei giornali. E non sono io a dirlo. Ma i migliori influence analyst americani.
Il giro di boa è già cominciato. Sta a noi adesso portare la barca al traguardo.
@ Agente Mangiariano >>
Sinceramente sono contrario a tutti e tre i quesiti posti, a parte l’ultimo forse. Mi dispiace ammetterlo, ma questa volta ha ragione la Lega: il premio di maggioranza è un palese schiaffo alla democrazia, che si basa sulla proporzionalità delle preferenza espresse in sede di voto. L’obiettivo di questo referendum è chiaro: fare un altro passo avanti verso il bipartitismo, il “mostro” che vuole Berlusconi, eliminando l’influenza dei partiti medio piccoli, il cuore della democrazia.
@ Matteo Santiloni – IstintoWeb >>
Molto interessante la tua segnalazione e molto inquietante… mi hai detto l’idea per il prossimo post…
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11 giugno 2009
@ Matteo Santiloni – IstintoWeb >>
Il fatto che la gente si indigni per una parolaccia di Grillo e non dica nulla di schifezze immonde che accadono giornalmente, non cedo che sia casuale bensì inserito in una precisa strategia: spostare l’attenzione dalla sostanza alla forma. Purtroppo mi sembra anche che spesso questa strategia venga attuata con ottimi risultati. A chi l’ha capita e non la condivide penso che spetti il compito di combatterla.
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11 giugno 2009
@ Manu >>
Se e quando mi risponderanno da IDV sarà un piacere comunicarti la risposta (ma ho qualche dubbio che arriverà)
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11 giugno 2009
@ Matteo Santiloni – IstintoWeb >>
http://current.com/items/89901682_libera-informazione.htm
Ho la sensazione che la polpetta sia già stata preparata ed anche confezionata in quanto è stato approvato (guarda caso sfruttando la fiducia) il DDL 773 (quello sulla sicurezza) che conteneva anche un emendamento riguardante i siti internet e la possibilità di oscurarli. Se apri il sito riportato sopra troverai il testo completo e qualche mia considerazione.
Volendo puoi anche leggere quanto trovi nel seguente collegamento e forse capirai che sono passati dalla teoria alla pratica ancor prima dell’entrata in vigore di tale legge.
http://current.com/items/89962457_la-polizia-postale-oscura-sito-terrorista-dalla-teoria-alla-pratica.htm
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17 giugno 2009
Abbiamo visto quali sono le tecniche, nei sistemi democratici, che permettono ad un leader di acquisire sempre più potere fino a creare una vera e propria distanza fra le esigenze dei cittadini e i provvedimenti del regime. Vediamo ora, nello specifico, in che maniera si dovrebbero strutturare le leggi elettorali se volessimo tagliare fuori dal gioco decisionale la scelta del singolo cittadino.
L’articolo è qui:
http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/06/la-legge-elettorale-e-la-scelta-che-non.html
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18 giugno 2009
@ Manu >>
A proposito della mail inviata a IDV, mi è arrivata la risposta ma, poichè non mi ha convinto, ho provato a chiedere ancora; vedi sotto.
Chiedo scusa se insisto ma, fino a quando non capisco, non sono contento: Lei mi risponde che sono stati scelti i sette candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze; allego qui di seguito i sette candidati eletti ed i rispettivi voti, seguiti (salvo errori od omissioni) da altri candidati non eletti ma che hanno riportato un numero maggiore di voti (fonte: Ministero dell’Interno). Vorrebbe cortesemente spiegarmi quella che (probabilmente a causa della mia ignoranza in materia) sembrerebbe una inspiegabile incongruenza? Rimanendo in attesa di risposta, Le invio i miei complimenti per l’ottimo risultato elettorale.
Sonia Alfano 27.891 25.828 30.926 29.710 26.896
Pino Arlacchi 29.710
Luigi de Magistris 85.775 70.870 88.075 136.330 33.295
Vincenzo Iovine 21.717
Niccolò Rinaldi 11.817
Giommaria Uggias 17.359
Gianteresio Vattimo 14.853 6.430 5.592
VULPIO CARLO 8.716 6.448 7.715 14.580
ORLANDO LEOLUCA 53.252
GATTI ERMINIA 17.701
PACIFICO NUNZIO 15.116
Alessandro Chiari
Via dell’Astrolabio, 5
06127 Perugia
Tel. 075 5051608
mail: chiarialessandro@yahoo.it
— Gio 18/6/09, Antonio Di Pietro ha scritto:
Da: Antonio Di Pietro
Oggetto: Risposta da Antonio Di Pietro
A: chiarialessandro@yahoo.it
Data: Giovedì 18 giugno 2009, 16:24
Rispondo alla sua mail del 10 giugno ringraziandola della fiducia e del suo importante contributo elettorale. Per quanto riguarda la scelta degli europarlamentari, si è svolto il 9 giugno in ufficio di Presidenza. Abbiamo parlato a lungo e abbiamo deciso di adottare il criterio che ci sembrava più giusto: inviare a rappresentare il partito in Europa i sette candidati che avevano riscosso il maggior numero di preferenze. L’ufficio di presidenza ha dunque adottato il criterio del consenso personale, principio che ci sembrava il più equo, corretto e trasparente.
Cordialmente,
Antonio Di Pietro
Rispondi | Quota
19 giugno 2009
@ Chiari Alessandro >>
Molto molto strana questa vicenda… se ti dovessero giungere altre risposte Alessandro fammelo pure sapere.. mi sta intrippando questa vicenda..
Perchè, per esempio, Carlo Vulpio non è stato mandato a Bruxelles? Molto interessante…
Rispondi | Quota
19 giugno 2009
http://www.antoniodipietro.com/2009/06/non_volto_le_spalle_a_carlo_vu.html
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20 giugno 2009
Premettendo ancora una volta la mia ignoranza in materia di criteri elettivi, anche a me sembra una vicenda molto strana. Alla mia richiesta di spiegazioni sul perchè non sia stato eletto Vulpio, Di Pietro mi risponde che non è stato eletto perchè è stato adottato il criterio di inviare a rappresentare il partito in Europa i sette candidati che avevano riscosso il maggior numero di preferenze ma, dai dati che ho rilevato sul sito del Ministero degli interni e che ho specificato nella mia risposta sembrerebbe (salvo errori od omissioni) una affermazione perlomeno non del tutto corrispondente al vero. A ciò si aggiunge (come fatto notare anche da Agente Mangiarano) quanto scritto nel sito dell’IDV http://www.antoniodipietro.com/2009/06/non_volto_le_spalle_a_carlo_vu.html
che, per quanto riesco a capire, non coincide con quanto risposto a me in quanto vi si trova scritto che la mancata elezione di Vulpio deriva da motivi prettamente tecnici. Potrei allora essere portato a pensare che la risposta che mi è stata inviata (anche se di questo non vi è traccia nelle parole che mi sono state scritte) significhi che è stato eletto chi ha riportato il maggior numero di preferenze ma non facendo la somma dei voti ottenuti in tutte le circoscrizioni in cui un candidato si è presentato bensì considerando le singole circoscrizioni; questa interpretazione sembrerebbe essere parzialmente valida se si esamina da un certo punto di vista, nel senso che, escludendo dalla circoscrizione isole i primi 4 nomi (Di Pietro, Orlando, De Magistris e Alfano) come pure escludendo da tutte le altre circoscrizioni i primi 3 (De Magistris, Di Pietro e Alfano), risultano effettivamente eletti coloro che hanno ricevuto il maggior numero di voti. Mi vengono però alcune domande: perchè mi vengono a dire che sono stati eletti quelli che hanno ottenuto il maggior numero di voti quando tra questi non sono compresi nè Di Pietro nè Orlando? E perchè sono state ammesse candidature multiple (anche se mi sembra che IDV abbia espresso parere contrario nei loro confronti)? E perchè, tenendo conto del fatto che sono state ammesse candidature multiple, non sarebbe corretto considerare il risultato complessivo delle varie circoscrizioni, che vedrebbe Vulpio superare Vattimo in termini assoluti? O perchè, se non si vuole ragionare in termini assoluti (dato che Vulpio ha partecipato in 4 circoscrizioni e Vattimo in 3) non dovrebbe essere corretto sommare i voti tenendo conto delle circoscrizioni in cui si sono presentati entrambi (nel caso specifico avrebbe prevalso Vulpio) o “pesando” in qualche modo la partecipazione di uno in 3 circoscrizioni e dell’altro in 4 circoscrizioni? E perchè, comunque, non hanno pensato di mettere, prima delle elezioni, delle regole? Concludendo: mi dispiace che, da un partito sostenitore della trasparenza, venga fuori tutta questa opacità.
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20 giugno 2009
@ Chiari: non credo che i partiti possano scegliere i criteri per selezionare i candidati; al massimo possono fare il giochetto con i plurieletti scegliendo intenzionalmente la circoscrizione in cui assegnare loro il seggio lasciando libero il posto nelle altre ai primi esclusi.
Ti hanno detto che Vulpio non è stato eletto per via delle preferenze: è vero, e l’articolo che ho postato lo spiega nel dettaglio.
Vulpio è arrivato primo degli esclusi (non considerando Sonia Alfano, che in verità è lei la prima esclusa, ma matematicamente inclusa per la rinuncia di Di Pietro e perché De Magistris non può moltiplicarsi per 7) soltanto nel Nord Ovest dove, per ragioni elettorali, il seggio conquistato andava al Galletto, la lista valdostana con cui l’IdV correva apparentata.
Ci siamo chiesti tutti se per essere eletti contano i voti globali oppure ogni circoscrizione è una chance a sé stante: la prima ipotesi, oltre che faziosa, sembrerebbe da escludersi proprio per la situazione di Vulpio, che singolarmente non ha ottenuto posti di rilievo in nessuna circoscrizione e non è stato eletto.
Del resto non credo che Vulpio sarebbe rimasto a guardare mentre gli sottraevano il posto.
Sulla scelta di Di Pietro delle candidature multiple non credo sia il caso di moralizzare: finché c’è l’opzione (e non lede i principi della democrazia) si può utilizzare; poi, quando se ne ha la possibilità, si cercherà di corregerla.
Per quanto mi riguarda sono favorevole: aver fato l’opportunità a tutta Italia di votare De Magistris significa aver permesso all’intera nazione di mandare un messaggio. Stessa cosa il plebiscito fallito di B.
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20 giugno 2009
@ Agente Mangiariano >>
Sulla scelta di Di Pietro delle candidature multiple credo che sia proprio il caso di moralizzare, perchè non si dovrebbe parlare di moralizzazione (come fanno Di Pietro e IdV) se non siamo i primi a volerla e a rispettarla. O no?
Sostenere poi che Vulpio non è stato eletto perchè non ha ottenuto posti di rilievo in nessuna circoscrizione pur sapendo che il massimo dei voti ottenuti da lui è 14.580 contro i 14.853 di Vattimo ( corrispondenti ad una differenza assoluta di 273 voti e con una differenza percentuale inferiore al 2%), mi sembra – come minimo – estremamente azzardato. O no?
Non mi dispiacerebbe poi se mi spiegassi cosa intendi con il termine “faziosa” quando parli dell’ipotesi di essere eletti contando i voti globali.
Non vedo infine il motivo per il quale i partiti non possano scegliere i criteri per selezionare i candidati; io credo, al contrario, che un partito il quale fa della trasparenza un suo cavallo di battaglia, avrebbe il dovere della massima trasparenza e chiarezza.
Se poi avere una certa idea politica significa che siamo disposti ad accettare da qualcuno cose che non siamo disposti ad accettare da qualcun altro ….
Mi sembra abbastanza ovvio che sono contrario alle candidature multiple (foriere di “giochetti”) e che domani voterò di conseguenza.
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20 giugno 2009
@ Chiari
Non bisogna essere perfettamente onesti, per essere onesti. E’ un bizantinismo andare a sindacare la scelta di Di Pietro delle candidature civetta e multiple. Lui sostiene di essere contrario? Se e quando governerà avrà modo di dimostrarlo. Per adesso deve consolidare le sue posizioni e per farlo non ha senso privarsi delle armi che sono già in mano degli altri e che non costituiscono un insulti alla democrazia. O preferisci che a sottilizzare troppo faccia la fine dei comunisti?
Rilievo o non rilievo, basta un voto in meno per non essere eletto. Vulpio non è arrivato primo degli esclusi in nessuna circoscrizione, e quindi non va in Europa. ‘Rilievo’ era semplicemente una parola che ho utilizzato per non riformulare una parafrasi che avrebbe reso troppo contorto il discorso e quindi inintellegibile. Intendevo dire, quindi, solo questo: Vulpio non ha raggiunto in nessuna circoscrizione un risultato buono per essere eletto una volta sistemati De Magistris, Di Pietro e Alfano. Io ho votato Vulpio, mi spiace per il risultato, ma amen: Di Pietro ha spiegato dettagliatamente e con grande trasparenza i motivi dell’esclusione e mi sembra tutto molto pulito e coerente.
Non trovi faziosa la differenza tra chi ha disposizione un bacino di voti di 4 regioni e chi di 20 qualora i voti dell’intera nazione concorressero globalmente all’elezione del candidato? O dai a tutti 1 circoscrizione, o dai a tutti l’intera nazione oppure fai come si fa adesso, che la pluralità di circoscrizioni serve solo ad avere una chance in più, ma non a sommare i voti.
Un partito deve avere i criteri per elaborare le liste, ma non per scegliere gli eletti: questo spetta al popolo, altrimenti a che servono le preferenze?
Nemmeno a me piacciono i giochetti, però c’è da fare alcune considerazioni: le possibilità di manovra per il partito sono molto limitate (possono avvenire solo in presenza di candidati multi-vittoriosi e soltanto per scegliere quale dei primi esclusi far passare, ovvero una scelta che si limita sempre a un bacino di persone gradite al popolo) e lo dimostra proprio l’esclusione di Vulpio che non c’è stato verso, per di Di Pietro, di mandarlo in Europa.
A fronte di questo aspetto (limitato) negativo le candidature multiple hanno il pregio di dare la possibilità a tutti gli italiani di dimostrare simpatie per personaggi come De Magistris, che è potuto essere la rivelazione di queste elezioni proprio perché ha potuto dimostrare un grande gradimento in tutta la penisola: se avesse vinto solo al centro (per esempio) perché candidato solo lì non avrebbe fatto clamore. Stessa cosa la candidatura civetta di Berlusconi: se non fosse apparso nelle 5 circoscrizioni non ci sarebbe stato il riscontro della sostanziosa diminuzione delle preferenze nei suoi confronti e noi oggi avremmo una ragione di sollievo in meno.
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15 settembre 2009
[...] vada, gli abitanti dell’Aquila lo vogliono appeso ad un albero e alle ultime elezioni europee non è arrivato neanche al 45% dei voti (sommando anche la Lega). La parvenza di essere stimati e di essere importanti, [...]
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