10 settembre 2009

Cynicus #01 – La crisi del credito, caccia al colpevole

cynicus

Cinico. Dal latino Cynicus. Dal genitivo greco del sostantivo “cane”.
Venivano chiamati così i filosofi della scuola di Antistene che si ritrovavano su un campo consacrato ad Eracle, Ercole per gli ignoranti. Nacque come aggettivo dispregiativo verso questi ultimi per il fatto che si radevano la barba di rado e avevano uno stile di vita basato, essenzialmente, sullo stare attenti alla semantica. Le cose non sono giudicabili perchè ogni cosa ha il suo nome, non si possono raggruppare in insegni e modelli universali.
Antistene criticò platone con la famosa frase “Vedo il cavallo, non la cavallinità”. Sputtanando di fatto il mondo delle idee di Platone. Ritengo il cinismo parte integrande del lavoro della satira, se si perde questo punto di vista non si è più satiri ma predicatori dell’ultima ora o peggio politici.
Come avete notato non sono un amante dei discorsi arzigogolati. Non in fase di scrittura. Non quando devo farmi capire. Punto.
Come primo argomento perchè non fare qualche considerazione particolare, da bravo cane, alla luna piena del momento? La crisi economica del credito.

Di chi è colpa?

Ecco cosa dice la persona che, a primo acchito, riteniamo una persona intelligente:
“E’ colpa dei politici”. Oppure: “E’ colpa dei banchieri”. Oppure: “E’ colpa delle finanziarie”. Oppure: “E’ colpa della pubblicità.”.
Vaccate. L’uomo davvero intelligente quando ci arriva si dice: “E’ colpa mia.”. Perchè? Semplice. Tu, che stai leggendo. quante rate ti mancano per finire di pagare l’auto? Ci sei arrivato da solo? Chi ti ha detto di doverle pagare per forza? Perchè non ti sei comprato lo scassone? Perchè anzichè andare all’Ikea per arredare casa e accendere di conseguenza un finanzialmento non hai preso vecchi mobili che avevi in casa? E’ colpa tua. Il finanziamento lo hai chiesto tu.

E’ colpa delle banche.

Se le banche sanno che possono fregare il cliente, è perchè c’è stato qualche cliente che ha chiesto loro, in precedenza, di essere fregato. Tu, io, l’altro oltre a te che sta leggendo queste righe, se si facesse un esame di coscienza si dovrebbe ricordare del giorno che, vestito di tutto latex, si è presentato in banca con una pallina da ping pong alla bocca farfugliando con le manette che gli stringevano i polsi sulla schiena: “Me o mehhe in hulo per fahore?” traduzione: “Me lo mette in culo per favore?”. Tu l’hai fatto. Io l’ho fatto. Chiunque adesso abbia anche 9 mila euro di automobile da pagare l’ha fatto. Nessuno di noi si è ribellato alla situazione.

E’ colpa di chi ti invoglia a comprare.

Diciamo che odiamo la pubblicità. Sbagliato: Odiamo le pubblicità brutte e pedanti che non sopportiamo. Non sopportiamo la pubblicità nel bel mezzo del nostro telefilm preferito. Come faremmo a odiare la pubblicità se già non stessimo vedendo la televisione? E se noi esigiamo programmi di qualità, ma non vogliamo nemmeno pagare il canone, come mai odiamo così tanto il sistema pubblicitario?
Ci sono poi i famosi radical chic che si nascondono dietro un dito: “ma vuoi mettere carosello con le pubblicità d’oggi?”.
Carosello era lungo, insensato, lo si guardava per guardare, non invogliava statisticamente alle vendite e, essendo l’unica maniera per pubblicizzar eun prodotto in italia, nell’unica rete nazionale, costava una barca di soldi alle aziende. Naturale evoluzione. La naturale evoluzione che ci siamo cercati e abbiamo voluto perchè volevamo bene o male quel mezzo di comunciazione di massa chiamato tv.

E’ colpa dei politici.

I politici sono solo la rappresentanza umanoide che le banche hanno più vicino per rappresentarsi. Indipendentemente dalla fede politica di un paese la finanziaria di stato è solo un giochino fatto in modo per risparmiare quei due o tre euro in più per tirare a fine mese, come tutti in Italia. Io sono un assiduo sostenitore della teoria dell’elezione come specchio della società. Siamo quello che abbiamo pensato, diceva Buddha. La politica è una straordinaria dimostrazione di ciò. Noi votiamo per idee o simpatie e per cinque anni quelle idee o simpatie agiranno per conto nostro, vivendo di vita propria e facendo glorie e tragedie di quello che noi abbiamo pensato. Credo che la situazione internazionale, chiaramente Italia inclusa, sia un meraviglioso specchio di dove possa portare l’egoismo della filosofia “NiMBY” che ci ha accompagnato fino qui (NIMBY, termine americano per identificare la mentalità individualista di chi permette tutto fuorchè qualcosa che tocchi minimamente l’ecosistema della sua vita individuale, NIMBY = Not In My Back Yard, non nel mio giardino).

E’ colpa delle finanziarie.

E chi ha chiesto loro i soldi quando non ce li aveva? Mmh, la scusa che ti hanno fatto firmare quando eri ubriaco, lettore, l’avevi già usata in quella zingarata che facemmo a Marsiglia e ti svegliasti senza un rene, ricordi? Bel viaggio. non fosse per quell’avvenimento. E la gonorrea.

Qui si concludono le mie considerazioni sulla “caccia al colpevole della crisi del credito”. Potete dire quello che volete, mutui subprime, crisi del mercato immobiliare americano, potete farmi notare che non ho toccato minimamente nessuno di questi argomenti. Eppure la logica del subprime è quella di permettere finanziamenti a gente che non se li sarebbe potuti permettere a lungo termine. Quindi, lettore, a mio parere se cerchi un colpevole. Punta quel dito indice verso te stesso e comincia a piangere e a darti del gran bastardo. Dopodichè nel tuo piaccolo fa qualcosa per mettere a posto il tuo “BackYard”.

di Mr. Kenneth “Anger” Bic


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Categorie: Cynicus, SideBlog
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2 Commenti

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     Riciard

     10 settembre 2009

    beh è vero, guardarsi allo specchio ed ammettere le colpe è il primo passo per cominciare a cercare di comprendere ciò che ci circonda.
    Magari con un’idea diversa da quella che ci sta uccidendo col suo sviluppo.
    Magari iniziando a ripensare tutto il sistema, ripartendo dall’uomo, mettendolo al centro, ma non per sfruttarlo.
    http://riciardengo.blogspot.com/2009/09/ma-un-po-di-viagra-no.html


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     Kenneth Anger Bic

     10 settembre 2009

    non è solo il primo passo. dev’essere l’atteggiamento costante di ogni principio di decisione, dev’essere l’esame di coscienza da farsi di fronte a ogni situazione difficolotosa. E’ ciò che ti dà la cosa più importante: “le dimensioni del tuo spazio vitale”.
    Se io facessi danza e mi dovessi allenare in una coreografia a casa, e casa mia fosse di 20 metri quadri, dovrei prima pensare come allenarmi in quello spazio. Se non considerassi i limiti andrei a sbattere al muro e farebbe male. Contemporaneamente certo non direi stop all’allenamento. Semplicemente lo ridimensionerei ma ne lascerei la costanza, per poter arrivare a esibirmi alla Scala e permettermi poi un appartamento più grande. Non è difficile, solo che le prime volte è sicuramente doloroso. Non siamo abituati ad ammettere la realtà su noi stessi.


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