25 febbraio 2009

Post di presentazione: VerdeDoc e l’ideologia verde

Scrivo da oggi anche su questo blog, oltre che sul mio personale, intitolato “Sito dell’ideologia verde”. Vorrei in questo post spiegare come sono pervenuto, infine direi, visto che molti di voi hanno iniziato già da tempo, a scrivere sul web.

Dopo decenni, perché non sono giovane come la maggior parte di voi che mi leggete, di abbandono della politica attiva, infine ho pubblicato un libro, intitolato “L’ideologia verde. La rivoluzione necessaria”. La stessa vicenda collegata alla pubblicazione del libro mi ha confermato la viscosità del sistema Italia, e particolarmente del sistema dell’informazione. Sembra paradossale, ma l’aumentata disponibilità di mezzi tecnologici per diffondere, teoricamente a tutte le persone nel mondo, ciò che si scrive, invece di facilitare l’informazione, sembra rappresentarne la tomba. Io, per motivi anagrafici, ho fatto l’esperienza dei ciclostilati. Produrre un volantino tramite ciclostile, vi posso assicurare che era davvero faticoso: prima battere a macchina la matrice, tentando di non fare errori, perché poi correggerli era un problema. Poi, era tutto un lavoro di manovella.

Però…una volta prodotto il volantino, seppure poco leggibile, magari pieno di macchie di inchiostro, questo veniva avidamente letto dalle persone a cui si distribuiva. Eravamo più curiosi di quanto lo siate voi? In un certo senso sì, non per predisposizione genetica, certamente, ma per condizioni obiettive. In sostanza, il volantino non aveva concorrenti: o si leggeva quello oppure nulla per lo scambio d’informazioni tra noi giovani.

Adesso, io mi metto davanti una tastiera, senza preoccuparmi di eventuali errori di battitura: non solo posso correggerli, ma il programma stesso me li segnala. Mi faccio il blog, prendo il testo scritto e ne faccio un post, ed è tutto assolutamente gratuito (il volantino ciclostilato costituiva invece una spesa non indifferente).

Cosa c’è allora che non va oggi nel sistema dell’informazione? C’è appunto il rumore di fondo. Il problema oggi cioè non è nell’avere a disposizione l’informazione che mi occorre, ma rintracciarla e distinguerla nel mare di parole che troviamo sul web. La prima fase di questa mia esperienza sul web mi pare confermare questa analisi: è complicato riuscire a farsi leggere da un numero significativo di persone. A fronte di ciò, chi ha il potere e il denaro necessario, può invece affidarsi ai mass media, che, per le loro dimensioni di ascolto e di lettura, arrivano di certo a un gran numero di persone.

Ciononostante, alla fine mi trovate qui, perché comunque rimane una via da sperimentare. Vi avviso, non sto qui sul web per dirvi quale musica mi piace, e neanche cosa provo nell’osservare un tramonto sul mare. Non perché non provi cose simili a voi, ma per una selezione preliminare. Io sto sul web per diffondere l’ideologia verde, i cui lineamenti fondamentali ho tracciato sul libro che vi ho già citato.

So che la parola ideologia non ha un buon gradimento oggi, e forse ancora di più tra il popolo dei blogger, ma questo mi conferma nella necessità di parlarne. Non qui però…alla prossima.

Questo è un Guest Post scritto da: VerdeDoc / AltreStorie

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2 Commenti

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     Andrew

     26 febbraio 2009

    bravo Manu :wink:


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     Manu

     26 febbraio 2009

    Il problema della sovrabondanza di informazioni è un tema molto caldo nella blogosfera 2.0.
    E’ per questo che sono nati i social network, che aggregano, cumulano e selezionano le informazioni e le notizie (anche se con metodi non sempre trasparenti).

    Nel post tu citi la difficoltà di avere un grosso pubblico al seguito: purtroppo l’italia non ha il grande pubblico dei grandi blogger americani o asiatici.. quindi credo che in questi casi l’unione faccia la forza e la cooperazione tra blogger possa creare un vasta rete.

    P.S. Benvenuto a bordo VerdeDoc!


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